Riforma vaccini Trump, l’OMS contesta le nuove scelte scientifiche
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Redazione Salute
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L’OMS ha contestato la riforma dei vaccini promossa da Donald Trump negli Stati Uniti, definendo la nuova iniziativa non coerente con “decenni di evidenze scientifiche”. La posizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità arriva dopo la firma di un decreto con cui il presidente statunitense ha chiesto una revisione degli obblighi vaccinali nelle scuole e ha ribadito la richiesta di dividere il vaccino contro morbillo, parotite e rosolia (MMR) in tre dosi separate. La decisione si inserisce in una serie di interventi che hanno modificato l’approccio del governo americano alla politica vaccinale.
La revisione del programma vaccinale negli Stati Uniti
Secondo l’OMS, l’iniziativa di Donald Trump sulla vaccinazione infantile negli Stati Uniti contrasta con le conoscenze scientifiche accumulate negli anni. Il direttore generale dell’organizzazione ha criticato in particolare la scelta di separare in tre dosi il vaccino contro morbillo, parotite e rosolia, una modifica che riguarda uno degli strumenti utilizzati nei programmi di prevenzione delle infezioni. La riforma nasce dalla decisione del presidente americano di intervenire sugli obblighi vaccinali scolastici e di rivedere alcune indicazioni legate alla somministrazione dei vaccini.
Il confronto sul programma vaccinale americano si è sviluppato dopo una serie di cambiamenti nelle strutture e nelle decisioni governative dedicate ai vaccini. Tutto è iniziato con il ritiro della raccomandazione sul vaccino contro il Covid-19, seguito dal licenziamento del comitato consultivo sui vaccini, composto anche da personalità del mondo della scienza. Al posto dei membri rimossi sono stati inseriti medici con posizioni critiche rispetto agli obblighi vaccinali.
Le decisioni su morbillo e vaccini a tecnologia mRna
Tra gli interventi citati rientra anche il mancato sostegno governativo al vaccino contro il morbillo, una scelta collegata a una nuova epidemia dell’infezione. Il tema del morbillo è tornato così al centro del dibattito sulle strategie di prevenzione e sulle indicazioni adottate dalle istituzioni sanitarie. La posizione dell’OMS si concentra proprio sul rapporto tra le decisioni politiche in materia di vaccini e le evidenze scientifiche disponibili.
Un altro passaggio riguarda il ritiro dei finanziamenti destinati a 20 progetti per lo sviluppo di vaccini che utilizzano la tecnologia mRna. Le risorse coinvolte ammontano complessivamente a circa 500 milioni di dollari. La scelta rappresenta uno degli elementi della nuova linea adottata dal governo statunitense nel settore vaccinale, insieme alla revisione delle regole scolastiche e alle modifiche proposte per il vaccino MMR.
Il richiamo dell’OMS sulle evidenze scientifiche
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha espresso una posizione critica rispetto al tentativo di modificare il programma di vaccinazione infantile negli Stati Uniti. Il richiamo dell’OMS riguarda la necessità di mantenere le decisioni sanitarie all’interno del quadro delle evidenze scientifiche maturate nel tempo. La presa di posizione è arrivata dopo il decreto firmato da Trump e dopo le iniziative che hanno coinvolto comitati consultivi, obblighi vaccinali e finanziamenti alla ricerca.
Il direttore generale Ghebreyesus ha criticato la scelta di dividere in tre dosi il vaccino contro morbillo, parotite e rosolia, sottolineando il contrasto tra questa impostazione e le valutazioni scientifiche richiamate dall’organizzazione. Il confronto tra le autorità sanitarie internazionali e il governo americano si concentra quindi sulle modalità di organizzazione dei programmi vaccinali e sulle decisioni che riguardano la prevenzione delle malattie infettive.
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