Fano, ritrovata la basilica di Vitruvio. Una scoperta che "cambia la storia"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Dove generazioni di studiosi, inseguendo per cinque secoli le tracce di un’architettura ormai leggendaria, avevano incontrato solo il silenzio della terra, sono bastati alcuni scavi per la riqualificazione di una piazza del mercato a Fano. I lavori in piazza Andrea Costa, condotti a poco più di mezzo metro di profondità, hanno restituito alla luce i resti di quattro imponenti colonne, un primo indizio, subito seguito dal ritrovamento decisivo: una quinta colonna, emersa durante un sondaggio nell’adiacente piazza Avveduti, ha fornito la prova inconfutabile dell’identità del monumento. Si tratta della basilica romana progettata e realizzata da Vitruvio, il teorico dell’architettura nativo dell’antica Fanum Fortunae, la cui esistenza concreta, a fronte delle numerose ricerche infruttuose, era stata in qualche caso persino messa in dubbio.

Il confronto con scavi epocali

La portata del ritrovamento, confermato ufficialmente dal ministero della Cultura, è stata definita “eccezionale” e di valore mondiale, al punto da spingere il ministro Alessandro Giuli a paragonarne l’importanza a quella di altre scoperte fondamentali per l’archeologia. Il parallelismo, evocando il ritrovamento della tomba di Tutankhamon o quello del Lapis Niger a Roma, sottolinea come il passaggio dalla dimensione puramente testuale a quella materiale rappresenti una svolta epocale. La basilica, infatti, è l’unico edificio di cui lo stesso Vitruvio, nel suo trattato “De Architectura”, affermò di aver curato direttamente la costruzione, fatto che ne fa l’archetipo fisico e tangibile dei principi che hanno plasmato l’architettura occidentale.

Una verità concreta dopo secoli di ricerche

Le parole del sindaco di Fano, Luca Serfilippi, hanno colto il nucleo della questione: “Ciò che per lungo tempo è stato tramandato solo attraverso la parola scritta si è trasformato in una realtà concreta e condivisibile”. Questo passaggio dalla leggenda alla storia, reso possibile dai recenti scavi, ridisegna completamente la centralità archeologica della città, proiettandola tra i poli di studio più rilevanti a livello internazionale. La scoperta, come sottolineato, non lascia spazio a dubbi e segna una cesura netta, destinando Fano a essere citata nei manuali non solo per aver dato i natali al celebre architetto, ma per custodirne l’opera più significativa.

L’eredità vitruviana ritrovata

Il valore dell’operato di Vitruvio, la cui influenza si è perpetuata attraverso i secoli fino al Rinascimento e oltre, trova oggi un riferimento fisico ineludibile. Le colonne poderose riemerse dal sottosuolo di piazza Andrea Costa non sono quindi semplici reperti, ma la testimonianza materiale di un sapere che, da teorico, diventa improvvisamente palpabile. La basilica, fino a ieri evocata solo dalle pagine di un testo fondativo, assume una dimensione spaziale precisa, offrendo agli studiosi e al pubblico una chiave di lettura diretta e senza mediazioni per comprendere l’applicazione pratica di quei canoni che hanno governato per millenni l’idea stessa di costruire.

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