Superbike, l’ennesimo capolavoro di Bulega: tripletta anche ad Assen e record di Razgatlioglu eguagliato
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Redazione Sport
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Il circuito di Assen, come spesso accade quando si parla di motociclismo, è da sempre considerato una sorta di “Cattedrale” per gli appassionati; e questo fine settimana, proprio su quel catino olandese, Nicolò Bulega ha messo in scena una prestazione che rasenta la perfezione assoluta. Il pilota del team Aruba.it Racing – Ducati, confermandosi un autentico dominatore di questa prima parte di stagione, ha infatti centrato la terza tripletta consecutiva del 2026. Vince la Gara 1, vince la Superpole Race e infine si aggiudica anche Gara 2, completando un en plein che lascia ben poche speranze ai diretti inseguitori.
La gara domenicale, quella che chiude il programma del round, è stata forse la più indicativa del momento di forma del romagnolo. Partito dalla pole position, Bulega non ha avuto un avvio semplicissimo: Sam Lowes (ELF Marc VDS Racing Team) è scattato meglio di lui, così come il compagno di box Iker Lecuona, che per qualche tornata ha tentato di imporre il proprio ritmo. Eppure, come spesso accade quando si parla di fuoriclasse, è bastato un giro, quello numero tre, per ribaltare la situazione: prima il sorpasso ai danni di Lowes, poi la stoccata decisiva su Lecuona alla curva 16, la staccata più dura del tracciato. Una volta al comando, la musica è cambiata radicalmente, con Bulega capace di scavare un divario incolmabile, quello finale di oltre due secondi e mezzo, che certifica una superiorità tecnica e mentale impressionante.
I numeri che fanno storia: 13 e l’ombra di Toprak
C’è un numero, in questo momento, che aleggia sul paddock della Superbike: il 13. Con il successo di Assen, Bulega ha infatti raggiunto quota tredici vittorie consecutive nel mondiale. Un record che fino a ieri apparteneva esclusivamente a Toprak Razgatlioglu, il turco ora emigrato in MotoGP, che aveva stabilito questa incredibile striscia tra il 2024 e il 2025. L’azzurro, ironia della sorte, ha voluto ridimensionare l’importanza del record alla vigilia del round, ma i fatti in pista hanno parlato chiaro: raggiungere e agganciare un avversario del calibro di Razgatlioglu è un’impresa che resterà negli annali.
Analizzando il dato nel dettaglio, le vittorie ottenute da Bulega in questo inizio di campionato sono nove su nove (tre in Australia, tre in Portogallo, tre in Olanda); se a queste aggiungiamo le quattro che aveva già messo in fila nella parte finale della scorsa stagione, il conto sale appunto a 13. Una continuità di rendimento che sembra aver annichilito psicologicamente la concorrenza, anche perché Bulega non si limita a vincere: lo fa spesso gestendo il vantaggio con un’intelligenza tattica rara, alternando momenti di attesa a scatti improvvisi e violenti.
La classifica e il dominio della Ducati
Se il rendimento del singolo pilota è eccezionale, lo è altrettanto quello della moto che guida. Nel fine settimana di Assen si è assistito a un vero e proprio monologo della casa di Borgo Panigale: nelle fasi iniziali di Gara 2, le prime sei posizioni erano tutte occupate da Ducati, con le Panigale V4 R a fare da tappeto. A spezzare l’egemonia ci ha pensato solo più tardi la Yamaha di Xavi Vierge, ma il dato statistico è spietato.
In classifica generale, Bulega vola con 186 punti all’attivo. Dietro di lui, a completare un podio virtuale che è diventato una costante, troviamo Iker Lecuona (secondo con 117 punti) e Sam Lowes (terzo con 82). Il margine di 69 lunghezze sul compagno di squadra spagnolo è già superiore all’intero bottino di un round, un’enormità se si considera che sono stati disputati solo tre appuntamenti sui dodici in calendario. Per Lecuona, peraltro, arriva la magra consolazione del quinto podio consecutivo in seconda posizione, un ruolo di spalla che sta interpretando alla perfezione ma che non basta mai a impensierire il leader.
Il campionato, ora, si prepara a fare tappa in Ungheria, sul nuovo tracciato di Balaton. L’occasione sarà ghiotta: Bulega potrebbe non fermarsi più, andando a caccia della quattordicesima vittoria di fila per scrivere un nuovo, solitario, capitolo nella storia del WorldSBK.




