Maltempo in arrivo sul Nordest, martedì 14 la giornata peggiore. E una nube di sabbia dal Sahara tinge l’Italia di giallo
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Redazione Interno
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Il tepore primaverile che per qualche giorno aveva illuso chi, magari, aveva già riposto l’ombrello nel dimenticatoio, sta per essere spazzato via da una svolta decisa delle condizioni atmosferiche. Già dalla serata di domani, domenica 12 aprile, il Nordest – e in particolare il Trentino Alto Adige, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia – sarà investito da una perturbazione di origine nord-europea, capace di portare piogge di media e talvolta alta intensità, un sensibile calo delle temperature e un generale rinforzo della ventilazione. Gli esperti di 3BMeteo, che da anni monitorano queste dinamiche, non hanno dubbi: il vero momento critico, quello in cui i danni potrebbero risultare più significativi, è atteso per martedì 14 aprile.
Pioggia, vento e termometri in caduta libera
Non si tratterà di un semplice peggioramento stagionale, ma di un vero e proprio cambio di passo rispetto alla prima decade del mese, caratterizzata da stabilità e valori superiori ai 20 gradi. Il vortice ciclonico che si formerà sul Mediterraneo, alimentato dall’aria fredda in discesa dal Nord Europa, produrrà temporali anche di forte intensità, raffiche di vento e locali grandinate. La giornata di domenica offrirà comunque un assaggio di ciò che verrà: i primi piovaschi lambiranno le aree occidentali della Lombardia e del Veneto, mentre l’aria si manterrà ancora relativamente mite, sebbene in leggera diminuzione rispetto ai giorni precedenti. Sarà però a partire da lunedì 13 che il deterioramento diventerà evidente su larga scala.
La sabbia del Sahara colora il cielo e le auto
A complicare ulteriormente il quadro meteorologico, e a regalare uno spettacolo quantomeno insolito ai finestrini delle abitazioni e alle carrozzerie delle automobili, ci penserà una vasta nube di pulviscolo proveniente direttamente dal cuore del deserto del Sahara. Questo fenomeno, tutt’altro che raro in primavera, ma solitamente meno intenso, raggiungerà l’Italia entro domenica, tingendo di giallo non solo il nostro Paese ma buona parte dell’Europa centrale e meridionale. Le particelle di sabbia, sollevate da forti venti in Nord Africa, viaggeranno in quota per migliaia di chilometri, mescolandosi alle prime gocce di pioggia e depositandosi a terra sotto forma di un sottile strato polveroso. Chi si aspetterebbe un cielo azzurro e limpido dovrà quindi fare i conti con un orizzonte lattiginoso, quasi ocra.
Un vortice instabile girerà per l’Italia tra temporali e grandinate
La seconda parte di aprile, come avevano già anticipato i modelli previsionali nei giorni scorsi, si presenterà molto più dinamica e instabile rispetto alla prima decade. Il vortice mediterraneo, una volta attecchito, non resterà fermo: si muoverà lentamente, girando a spasso per la penisola e incontrando masse d’aria via via diverse. Ciò significa che i temporali potrebbero manifestarsi a macchia di leopardo, con fenomeni localmente violenti e scarsa prevedibilità sull’esatta ubicazione delle celle più intense. Le grandinate, in particolare, rappresentano un rischio concreto per le colture agricole del Veneto e del Friuli, già provate da eventi simili in passato. Non ci sono al momento segnali di una rapida stabilizzazione, e chiunque si trovi nelle aree coinvolte farebbe bene a non farsi ingannare dalle schiarite temporanee.
Lombardia nel mirino, poi l’estate resterà un ricordo lontano
Per quanto riguarda la Lombardia, la svolta meteo sarà altrettanto netta: dopo giorni di sole e temperature ampiamente sopra i 20 gradi, la regione subirà l’arrivo della stessa perturbazione. Le prime avvisaglie – qualche piovasco sparso a ovest – si avranno già domenica, ma il grosso del maltempo è atteso per l’inizio della prossima settimana, con un crollo termico che riporterà i valori ben al di sotto delle medie stagionali. Il vento, specie sui laghi e nelle zone pedemontane, potrà risultare fastidioso. In sintesi, chi aveva riposto gli strati pesanti nell’armadio dovrà probabilmente tirarli fuori ancora una volta, perlomeno fino a metà settimana.




