Nord Sud Ovest Est, il peso del successo e il coraggio di guardarsi indietro
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il successo può trasformare un sogno in una gabbia dorata, soprattutto quando arrivare in cima significa scoprire che le persone con cui hai iniziato il viaggio non sono destinate a restare lì per sempre. È esattamente questa la materia incandescente che Sydney Sibilia e il suo team hanno deciso di maneggiare nella seconda stagione di Nord Sud Ovest Est, disponibile dal 9 ottobre su Sky e in streaming su NOW.
Il peso del secondo album
La serie riparte dal 1993, l'anno in cui Max Pezzali e Mauro Repetto sono ormai in cima alle classifiche, ma devono fare i conti con la cosiddetta sindrome del secondo album. Il debutto Hanno ucciso l'Uomo Ragno ha venduto più di settecentomila copie, un risultato che ha trasformato due ragazzi di Pavia in fenomeni nazionali, ma che ora pesa come un macigno sulle loro spalle.
Elia Nuzzolo e Matteo Oscar Giuggioli tornano nei panni dei due musicisti, chiamati a restituire sullo schermo quella fase delicata in cui la notorietà comincia a erodere la spontaneità che aveva reso speciale il loro esordio. Max cerca un proprio equilibrio tra la voglia di proteggere la privacy e la necessità di assecondare le richieste di un'industria che non concede tregua, mentre Mauro, vulcanico e visionario, sente già il richiamo di orizzonti più lontani. La loro amicizia, motore di tutto nella prima stagione, inizia a mostrare crepe proprio quando il sogno sembra essersi realizzato.
Lo specchio dei Righeira
Sibilia apre la stagione con una deviazione narrativa che ha spiazzato molti spettatori: il primo episodio è quasi interamente dedicato ai Righeira. Il duo torinese formato da Stefano Righi e Stefano Rota, conosciutisi sui banchi del liceo scientifico Albert Einstein, aveva vissuto un'avventura per molti versi sovrapponibile a quella degli 883.
Anche loro erano due ragazzi apparentemente fuori posto che, complici i fratelli Carmelo e Michelangelo La Bionda, erano riusciti a trasformare un'idea balzana in un successo internazionale con Vamos a la playa e No tengo dinero, fino alla consacrazione al Festivalbar del 1985 con L'estate sta finendo. La serie mette in scena questa parabola con Ruben Aprea e Matteo Maiolani nei panni dei due musicisti, costruendo un gioco di specchi che serve a raccontare cosa può accadere a un sodalizio quando la fama arriva a sconvolgere gli equilibri.
La differenza sostanziale tra le due storie, però, è proprio quella che interessa agli autori: Johnson scelse la musica, Max sceglie Mauro.
Un affresco generazionale
Uno dei punti di forza della produzione resta la capacità di ricostruire gli anni Novanta senza scivolare nella cartolina nostalgica. I calzini fluorescenti, i giubbotti di pelle, le musicassette e gli antenati delle emoticon contribuiscono a creare un mondo concreto, in cui la cultura pop aveva ancora un che di artigianale. La narrazione si allarga rispetto alla dimensione provinciale della prima stagione: entrano in scena la Milano della moda, i concerti, l'industria discografica e il viaggio verso l'America che Max e Mauro sognavano da ragazzi.
Tra le new entry del cast figurano Gaia Zampighi, che interpreta Michela Rossini, studentessa di fisica nucleare destinata a diventare una presenza importante nella vita di Max, e Rosa Barbolini nel ruolo di Caterina. Tornano anche Ludovica Barbarito nei panni di Silvia, Davide Calgaro in quelli di Cisco, Edoardo Ferrario come Pierpaolo e Roberto Zibetti nel ruolo di Claudio Cecchetto.
La scrittura, firmata da Sibilia con Francesco Agostini e Marco Pettenello, utilizza la vicenda dei due musicisti per parlare di temi universali come l'amicizia, la paura di fallire e la difficoltà di capire chi si è davvero quando tutto il resto sembra già scritto.
Un debutto da record
L'attesa per il ritorno degli 883 sul piccolo schermo era palpabile e i numeri della prima serata hanno confermato l'interesse del pubblico. I primi due episodi hanno registrato una Total Audience di 534 mila spettatori, segnando un incremento del 14 per cento rispetto all'esordio di Hanno ucciso l'Uomo Ragno e configurandosi come il miglior debutto seriale degli ultimi cinque anni su Sky. La seconda stagione, composta da otto episodi diretti da Sibilia insieme ad Alessio Lauria, Simone Godano e Alice Filippi, rappresenta il capitolo conclusivo della storia dedicata al duo pavese.
La colonna sonora comprende i grandi successi degli 883 e il nuovo brano di Max Pezzali intitolato Le Ali, pubblicato il 2 ottobre.
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