Nord Sud Ovest Est, la seconda stagione degli 883 tra successo e crepe nell’amicizia

Nord Sud Ovest Est, la seconda stagione degli 883 tra successo e crepe nell’amicizia
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
CULTURA E SPETTACOLO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   A due anni da «Hanno ucciso l’Uomo Ragno», Sydney Sibilia torna a raccontare Max Pezzali e Mauro Repetto nel momento in cui il miracolo diventa industria. «Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883», in onda dal 9 ottobre su Sky e in streaming su NOW, riprende il filo esattamente da dove lo avevamo lasciato: i due ragazzi di Pavia sono diventati popstar, ma scoprono che la vita da star non somiglia a quella che avevano immaginato.

Il peso del secondo album

La prima stagione raccontava la freschezza delle origini: due amici senza pedigree musicale, un’intuizione, la provincia come orizzonte e una certa incoscienza come metodo. La nuova stagione, composta da otto episodi, affronta invece la fase più complessa: quella in cui bisogna confermare il successo, bissare il primo disco e gestire pressioni che fino a poco prima sembravano impensabili. La serie trasforma gli anni Novanta in un mondo concreto, fatto di calzini fluorescenti, musicassette e videogiochi, senza ridurli a una cartolina nostalgica.

La deviazione sui Righeira

Il primo episodio prende volutamente una strada laterale, quella dei Righeira, per raccontare gli 883 di sbieco. Anche Stefano Righi e Stefano Rota erano due amici conosciutisi tra i banchi di scuola, anche loro si presentavano artisticamente come fratelli, anche loro avevano conosciuto un successo enorme prima di avere i mezzi per gestirlo. Il parallelismo funziona perché mostra come certe storie siano universali: cambiano i protagonisti, ma la paura di perdere ciò che si è costruito resta identica.

La differenza, però, arriva davanti al bivio: Johnson sceglie la musica, Max sceglie Mauro.

Un’amicizia che cambia forma

Il cuore della narrazione resta il legame tra i due protagonisti, interpretati ancora da Elia Nuzzolo e Matteo Oscar Giuggioli. Se nella prima stagione quel rapporto sembrava un superpotere, ora la serie ne mostra le fragilità: Max prende consapevolezza delle proprie capacità artistiche, Mauro nasconde dietro l’esuberanza dubbi e inquietudini che il successo non riesce a cancellare. Sibilia ha spiegato che la sfida era raccontare una separazione senza trasformarla in un conflitto tra buono e cattivo: «Non ci sono colpe o non colpe. Come può essere considerato una colpa crescere?».

La velocità che deforma la memoria

Tra il primo album e la separazione passa di fatto un anno e mezzo, un frullatore di eventi in cui scrivere, tournare e apparire in televisione diventa un’unica cosa. Sibilia lo ha definito «un elettrodomestico» che produce un tipo di celebrità oggi difficile persino da concepire. Nella colonna sonora trova spazio anche un inedito di Max Pezzali, «Le_Ali», uscito il 2 ottobre e contenuto in «Max Forever Vol. 2», in uscita il 30 ottobre.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.