«La volta buona» e il caso Al Bano-Romina: lo strappo che non si rimargina dopo trent’anni

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   C’è un’immagine, in fondo, che il pubblico italiano fatica a rimuovere: quella di Al Bano e Romina Power insieme sul palco, sorrisi composti e voci intrecciate in un’armonia capace di vendere dischi e convincere intere famiglie che l’amore potesse davvero durare per sempre. E invece, da quel divorzio consumato ormai più di due decenni fa – un evento che, per molti versi, ha segnato la cronaca rosa e non solo – non si è mai davvero usciti. La puntata del 4 maggio 2026 de «La volta buona», programma pomeridiano di Rai 1 condotto da Caterina Balivo, lo ha dimostrato ancora una volta: il botta e risposta tra i due ex coniugi tiene banco, alimenta dibattiti e riaccende ferite che il tempo, a quanto pare, non ha mai avuto intenzione di richiudere.

Balivo, nel corso della trasmissione, ha ripercorso le ultime dichiarazioni pubbliche dei due artisti, soffermandosi in particolare sulla vicenda che li lega per sempre: la scomparsa della figlia Ylenia, avvenuta quasi trent’anni fa. Un dolore, quello dei due genitori, che è stato rianimato dalle parole incrociate – a volte dure, altre profondamente dolorose – scambiate da Al Bano e Romina in diverse interviste televisive recenti. La conduttrice, applaudita dal pubblico in studio per un intervento a tratti asciutto, ha parlato esplicitamente di «sciacalli», riferendosi a chi cerca di cavalcare il dolore di due genitori. Senza fare nomi, ma con un’evidente frecciata a gran parte del circo mediatico che si è creato intorno alla querelle.

Pagelle e ospiti: tra Luciana Littizzetto (10) e il “pugno nell’anima” di Al Bano

La puntata del 6 maggio ha poi messo nero su bianco quello che l’opinione del pubblico, attraverso i sondaggi interni al programma, aveva già intuito. Al Bano si è beccato un cinque: un voto basso, spiegano dalla redazione, dovuto a quella che è stata definita una «lettera pubblica» – o meglio, un’uscita mediatica – giudicata fuori luogo e troppo carica di risentimento. Romina Power, dal canto suo, ha ottenuto lo stesso punteggio. E c’è chi, nello studio, ha parlato di un «pugno nell’anima» per descrivere l’effetto di certe parole. Ma la vera sorpresa, e forse l’unica nota autenticamente leggera di queste due intense giornate televisive, è arrivata da Luciana Littizzetto: un dieci rotondo, «mitica», l’hanno definita. Probabilmente per la sua capacità di raccontare il gossip senza mai scadere nel patetico, regalando una dose di ironia che qui, tra accuse e vecchi rancori, serviva come il pane.

Jasmine Carrisi in collegamento e le ombre della seconda generazione

A complicare ulteriormente il quadro ci ha pensato Jasmine Carrisi, la figlia di Al Bano e Romina, ormai presenza fissa nel salotto di Balivo. Proprio lei, in collegamento da remoto durante la puntata del 4 maggio, ha portato il punto di vista di chi quella frattura l’ha vissuta sulla propria pelle fin dall’infanzia. Jasmine non è entrata nel merito delle accuse tra i genitori, anche se il suo volto, nelle inquadrature, tradiva una certa stanchezza. Nel frattempo, sulla vicenda sono intervenute anche Loredana Lecciso – compagna storica di Al Bano dopo la separazione – e un’altra protagonista d’eccezione: la figlia di Loredana, che nel corso della puntata del 5 maggio ha indirettamente preso le distanze da Romina Power con un sette politico, sufficiente a tenere viva la polemica senza però esplodere. E poi c’è il dramma di Corinne, ospite meno nota al grande pubblico, che ha ottenuto un otto: un voto legato a una storia personale raccontata in diretta, mai completamente svelata ma percepita come autentica dal pubblico.

Lo spettacolo del dolore e le regole non scritte del pomeriggio tv

C’è un meccanismo, in programmi come «La volta buona», che si ripete identico a ogni stagione: si parte da un fatto di cronaca – o di cronaca rosa, poco cambia – e lo si alimenta con ospiti, reazioni, pagelle, voti. La scomparsa di Ylenia Carrisi, avvenuta nel 1994, è tornata a galla con una violenza inaudita, non tanto per nuovi elementi investigativi – nessuna inchiesta giudiziaria è mai arrivata a una verità definitiva – quanto per la rinnovata volontà dei due genitori di dirsi tutto quello che non si sono detti in trent’anni. Caterina Balivo, da conduttrice navigata, ha saputo bilanciare il rispetto per il dolore con la necessità di fare ascolti. E lo ha fatto senza mai scadere nel pietismo, anche quando ha dovuto commentare il «divorzio senza fine» – un’espressione usata più volte in trasmissione – che tiene ancora incollati milioni di telespettatori. Più di quanto abbiano mai fatto, viene da notare con una punta di amarezza, i grandi amori pubblicizzati come eterni da Francesco Totti e Ilary Blasi.

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