Turismo da Oscar, le location dell’Odissea di Nolan già mete del grande schermo

Turismo da Oscar, le location dell’Odissea di Nolan già mete del grande schermo
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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   L’eco del kolossal firmato Christopher Nolan, The Odyssey, non si è ancora spenta nelle sale cinematografiche e già si registra un fenomeno che, puntuale come un rito laico, accompagna le grandi produzioni hollywoodiane: la trasformazione dei set in mete turistiche. Dal Castello di Santa Caterina, arroccato sull’isola di Favignana, alle spiagge nere dell'Islanda, passando per i suggestivi scenari del Marocco e della Grecia, i luoghi che hanno fatto da sfondo al poema omerico del regista britannico sono pronti a diventare protagonisti di un nuovo, inarrestabile flusso di visitatori.

Un viaggio nel viaggio, insomma, che ripercorre le tappe dell’eroe Ulisse, ma anche le orme di una produzione mastodontica costata circa 250 milioni di dollari e girata in sei diverse nazioni nel corso di 91 giorni di riprese.

Favignana, il cuore dell’Odissea di Nolan

Se esiste un luogo che può fregiarsi del titolo di epicentro geografico ed emotivo della pellicola, quella è senza dubbio l'isola di Favignana, in Sicilia. Qui, per circa sette settimane nella primavera del 2025, la produzione ha sostato, trasformando i paesaggi delle Egadi nella mitica Itaca, patria dell'eroe omerico. Il cuore pulsante di questa ricostruzione è il Castello di Santa Caterina, un'imponente fortezza del XV secolo che si erge a 314 metri sul livello del mare, dominando l'intero arcipelago.

È proprio tra queste antiche mura che Nolan ha ricreato la reggia di Ulisse, con il castello che ha fatto da sfondo alle scene dell'assedio dei Proci e alla resistenza di Penelope e del giovane Telemaco. La salita quotidiana del cast e della troupe per raggiungere la vetta, quasi 900 piedi di dislivello, è già diventata una leggenda tra gli addetti ai lavori, e si preannuncia come una delle esperienze più ambite per i turisti più incalliti.

Non solo la fortezza, ma anche il porto di Favignana, abilmente camuffato da antico scalo greco, e la suggestiva Cala del Bue Marino, dove Ulisse incontra per la prima volta la dea Atena interpretata da Zendaya, sono destinati a diventare tappe obbligate per i pellegrini del cinema.

Dalla Sicilia all'Islanda: un viaggio tra mito e natura

Ma l’avventura non si ferma certo a Favignana. Le Isole Eolie, già citate da Omero nel poema, sono state un altro palcoscenico fondamentale per le riprese, con Lipari e i suoi faraglioni che hanno fatto da cornice all'incontro con le Sirene, mentre Vulcano e Panarea hanno offerto i loro paesaggi aspri e vulcanici per altre sequenze del viaggio di Ulisse.

E ancora, per le scene degli Inferi, Nolan ha scelto la spiaggia nera di Reynisfjara in Islanda, un luogo che con le sue colonne di basalto e le onde dell’Atlantico sembra uscito da un sogno, o da un incubo. A completare il mosaico geografico di The Odyssey, ci sono poi il Marocco, dove l’antico villaggio fortificato di Aït-Ben-Haddou ha ospitato le scene della guerra di Troia, e la Grecia, con il Castello di Methoni e la grotta di Nestore, utilizzati per le sequenze della reggia e dell'incontro con il ciclope Polifemo.

Fino ad arrivare al Castello di Findlater in Scozia, scelto per conferire un'atmosfera cupa e nordica al regno della maga Circe, interpretata da Charlize Theron.

L’effetto Nolan sul turismo cinematografico

La capacità di un regista come Christopher Nolan di influenzare non solo il linguaggio cinematografico ma anche le scelte di viaggio del pubblico è ormai un dato assodato. La sua predilezione per il girato in pellicola e per le location reali, lontane dagli artifici del green screen, restituisce ai luoghi una fisicità e un’autenticità che il grande schermo amplifica, trasformandoli in icone culturali. La scelta di girare interamente con macchine da presa IMAX ha ulteriormente esaltato la potenza visiva di questi paesaggi, rendendoli protagonisti assoluti al pari degli attori.

Il fenomeno, che già aveva investito le spiagge di Dunkirk o le praterie di Interstellar, si ripete ora su scala globale, con destinazioni che spaziano dal Mediterraneo al Nord Europa. I riflettori del cinema, una volta spentisi, lasciano così il posto a quelli del turismo, pronti ad accogliere un pubblico desideroso di calpestare gli stessi luoghi che hanno visto soffrire e trionfare il re di Itaca.

Un kolossal da record che rilancia il mito

The Odyssey, con il suo cast stellare che include Matt Damon, Anne Hathaway, Tom Holland, Zendaya e Robert Pattinson, non ha solo incantato la critica ma ha anche ottenuto un clamoroso successo al botteghino, incassando oltre 264 milioni di dollari nel suo weekend di apertura. Questo trionfo commerciale non può che alimentare ulteriormente l'interesse del grande pubblico per il film e, di conseguenza, per i luoghi che lo hanno ospitato.

L’idea che un’isola come Favignana possa vivere una nuova, intensa stagione turistica grazie al mito di Omero rivisitato da Nolan è un perfetto esempio di come l’industria culturale e quella dei viaggi siano oggi più intrecciate che mai. La riscoperta del poema omerico, passato attraverso il filtro di un regista contemporaneo, si trasforma così in un'esperienza fisica e tangibile, dove il confine tra finzione e realtà si fa sottile, e dove il turista diventa a sua volta un viaggiatore in cerca di un’epica perduta.

Un'epoca di apparente magia, come l'ha definita lo stesso Nolan, che continua a esercitare il suo fascino a distanza di secoli.

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