Odissea, il viaggio tra le location del kolossal di Nolan: dal Castello di Santa Caterina alla Grotta di Nestore
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Non può esserci l'epica di Omero senza un'ambientazione capace di trasmettere la complessità del leggendario viaggio intrapreso da Ulisse. Per concretizzare questa monumentale visione, Christopher Nolan ha voluto al suo fianco la scenografa Ruth De Jong, già candidata all'Oscar per Oppenheimer, e insieme a lei hanno intrapreso un'altrettanto epica ricerca di luoghi in grado di restituire l'essenza del poema.
L'avventura produttiva, che ha toccato sei paesi e si è conclusa con l'utilizzo record di 610 chilometri di pellicola IMAX, ha trasformato scenari reali in set cinematografici di straordinaria suggestione, dalla costa atlantica del Marocco fino ai fiordi scozzesi, passando per l'Italia, la Grecia e l'Islanda.
Marocco, le porte di Troia e l'isola di Calipso
Il viaggio produttivo ha preso il via nel febbraio del 2025 in Marocco, dove le spiagge di Essaouira sulla costa atlantica hanno ospitato il ritrovamento del Cavallo di Troia e il varo delle navi. Nolan, fedele alla sua predilezione per il tangibile, ha introdotto un'importante modifica narrativa legata al celebre stratagemma bellico, eliminando le classiche ruote e presentandolo come un'offerta a Poseidone che sta sprofondando nella sabbia sferzata dalle onde.
L'assedio della città è stato ricostruito ad Aït Benhaddou, vicino alla catena dell'Atlante, dove la scenografa ha realizzato un set immersivo a 360 gradi di oltre 10.000 metri quadrati, in grado di ospitare 2.000 comparse e più di 60 strutture, tra cui le imponenti Porte di Troia e il Tempio di Atena. Il regista ha voluto espressamente integrare le scenografie nell'architettura reale preesistente per ridurre l'uso di effetti digitali e poter dare fuoco ad alcune sezioni in totale sicurezza.
La produzione ha poi toccato Marrakech, Tahannaout e ancora Essaouira, spingendosi fino alla Duna Bianca nei pressi di Dakhla, sulla costa del Sahara Occidentale, scelta per rappresentare Ogigia, l'isola dove la ninfa Calipso trattiene Ulisse per sette anni; una decisione che ha suscitato accese polemiche da parte di attivisti e associazioni locali a causa delle storiche controversie geopolitiche tra il Marocco e il Fronte Polisario per il controllo del territorio.
Grecia, tra il castello di Methoni e la grotta del ciclope
Spostandosi nel Mediterraneo, buona parte della pellicola è stata girata in Grecia, nella penisola meridionale del Peloponneso, la regione che più di ogni altra conserva le tracce del mito omerico. Il castello medievale di Methoni, edificato dai veneziani nel tredicesimo secolo, è stato scelto per rappresentare il palazzo di Ulisse a Itaca, dove Penelope e Telemaco sono lasciati a fronteggiare l'assedio dei pretendenti.
Le scene legate al ciclope Polifemo sono state invece ambientate nella Grotta di Nestore, una cavità naturale nella regione della Messenia, vicino alla spiaggia di Voidokilia, storicamente legata al mito del dio Ermes che vi nascose la mandria rubata ad Apollo. Sempre in territorio greco, Nolan ha catturato i suggestivi panorami della spiaggia di Almyrolaka e dell'Acrocorinto, l'acropoli dell'antica Corinto, che nei secoli ha rappresentato un crocevia di popoli e culture.
Italia, dal Castello di Santa Caterina alle Eolie
La terra natia di Itaca ha trovato il proprio volto nell'isola di Favignana, nelle Egadi, dove la produzione ha investito ben 42 giorni di riprese. Nelle campagne rurali sono stati costruiti il porcile e la dimora del fedele Eumeo, ma a conquistare la produzione è stato il quattrocentesco Castello di Santa Caterina, situato in cima a un'aspra altura a circa 314 metri sul livello del mare.
Nonostante la totale assenza di strade d'accesso avesse spinto la produzione a cercare inizialmente mete più pratiche, Nolan ha ammesso che il panorama mozzafiato impersonava a tal punto la casa di Ulisse da spingerli a impegnarsi a girare lì.
Sebbene la richiesta di edificare una strada fosse stata respinta dal Ministero della Cultura italiano, il produttore esecutivo Thomas Hayslip ha risolto il problema installando una funicolare e organizzando una piccola flotta di elicotteri per il trasporto dei materiali pesanti, mentre la maggior parte del cast e della troupe, inclusi Nolan e la produttrice Emma Thomas, ha affrontato quotidianamente a piedi la faticosa scalata per le tre settimane di riprese.
Le scene interne del palazzo reale sono state invece ricostruite in un gigantesco teatro di posa a Los Angeles; la struttura, grande quanto un campo da calcio e alta tre piani, riproduceva fedelmente gli elementi architettonici dell'Età del Bronzo e lo stile in pietra del castello siciliano, ospitando le stanze di Penelope e il monumentale megaron. Le Isole Eolie, con Lipari, Vulcano e Panarea, hanno fornito lo sfondo per altre sequenze del viaggio di Ulisse, confermando il legame profondo tra la Sicilia e il mito omerico.
Scozia, tra Viking ship e foreste misteriose
Il viaggio produttivo ha poi toccato la Scozia, dove la foresta di Culbin, un'area boschiva sul fiordo Moray Firth, ha fatto da sfondo ai combattimenti tra la flotta greca e i Lestrigoni, i giganti antropofagi guidati dal re Antifate. Altre sequenze scozzesi sono state realizzate nella cittadina costiera di Burghead, tra i resti del castello di Findlater e nel porto di Buckie, dove era ormeggiata la Draken Harald Hårfagre, una fedele riproduzione di nave vichinga lunga 35 metri utilizzata per dare vita all'imbarcazione dell'eroe protagonista.
Al fine di restituire la percezione di luoghi esotici e ignoti descritti da Omero, Nolan ha voluto rompere i cliché dei classici film hollywoodiani girati nei deserti spagnoli, cercando scenari spettacolari caratterizzati da mari ostili, vento, pioggia e neve. Questa ricerca ha condotto la troupe in Islanda, un paese a cui il regista è molto legato per avervi già girato Interstellar e Batman Begins.
Sotto la luce spettrale del sole di mezzanotte di giugno, tra vento e pioggia battente, sono state realizzate le sequenze in cui Ulisse si avventura nell'oltretomba per chiedere consiglio agli spiriti, una scelta motivata dal regista poiché questo viaggio verso nord, sempre più a fondo nel freddo, non potrebbe essere più lontano dalla casa di Ulisse a Itaca.




