Milan spezza il digiuno italiano al Tour de France con una volata da incorniciare
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Redazione Sport
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Jonathan Milan, il gigante buono del ciclismo italiano, ha regalato alla Lidl-Trek e all’Italia una vittoria che mancava dal 2019, quando Vincenzo Nibali trionfò a Val Thorens nell’edizione dominata da Egan Bernal. Sei anni, 113 tappe e 2.177 giorni di attesa sono stati cancellati da uno sprint perfetto, quello del 24enne friulano, capace di imporsi nell’ottava frazione della Grande Boucle e di riconquistare la maglia verde della classifica a punti.
Quel 27 luglio 2019, giorno dell’ultimo successo azzurro, Milan non aveva ancora compiuto 19 anni e lottava per riprendersi da un ritiro all’Adriatica Ionica Race. Oggi, oro olimpico nell’inseguimento a squadre a Tokyo 2021, è diventato il nuovo volto della velocità italiana, dimostrando un affondo irresistibile. «Io e i miei compagni meritavamo questa vittoria», ha detto a caldo, mentre il sorriso gli illuminava il volto. Un trionfo che nobilita non solo la sua stagione, ma anche un movimento ciclistico che, dopo le luci di Nibali, Trentin e Viviani, cercava un nuovo riferimento.
La gioia, però, è stata per un attimo appannata dalla decisione dei commissari, che hanno revisionato le immagini della volata inserendo il nome di Milan tra i corridori penalizzati per un’irregolarità. Senza intaccare il risultato, la sanzione potrebbe avere ripercussioni sulla lotta per la maglia verde, di cui il friulano è tornato a pieno titolo protagonista.




