Valgren spezza il digiuno a Mombaroccio, Del Toro riprende la maglia azzurra

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La quinta tappa della Tirreno-Adriatico, la Marotta-Mondolfo-Mombaroccio di 184 chilometri, ha regalato uno di quei pomeriggi di ciclismo totale in cui la fatica e la tattica si fondono in uno spettacolo fatto di gambe e polmoni. Sul traguardo marchigiano, ad alzare le braccia al cielo è stato il danese Michael Valgren, un corridore, va ricordato, capace di interrompere un digiuno che durava ormai dal lontano 2021, un’assenza dal successo che per un atleta professionista può diventare un macigno e che invece oggi si è trasformata in liberazione. La sua vittoria, giunta al termine di una fuga magistrale e di una resistenza eroica sugli strappi finali del circuito di Mombaroccio, ha il sapore della rivincita personale, impreziosita dal valore altimetrico di una frazione pensata per far saltare il banco della classifica generale, obiettivo in effetti centrato. Perché dietro di lui, mentre il danese dell’EF Education-EasyPost scolpiva il suo nome nell’albo d’oro della corsa, si consumava il secondo ribaltone in due giorni al comando della graduatoria.

Il giorno del riscatto per Valgren e la nuova ascesa di Del Toro

Se ieri era stato Giulio Pellizzari, il giovane talento di casa, a indossare la maglia azzurra approfittando di una zampata vincente, oggi sulle strade a lui così familiari è arrivata la doccia fredda. Il messicano Isaac Del Toro, con una progressione secca e inesorabile sulle rampe del Santuario del Beato Sante, ha staccato il rivale italiano, dimostrando una condizione di forma che non ammette repliche. Pellizzari, va detto senza infingimenti, è parso in difficoltà nel momento clou della tappa, quando la UAE Team Emirates-XRG ha alzato il ritmo e il suo capitano ha piazzato l’affondo decisivo; un cedimento, il suo, che gli è costato 19 secondi dal messicano sul traguardo, ai quali vanno sommati gli abbuoni, riscrivendo così le gerarchie provvisorie di questa Tirreno-Adriatico. Del Toro, secondo al traguardo con un ritardo di undici secondi da Valgren ma davanti allo statunitense Matteo Jorgenson, terzo, torna quindi in possesso della leadership con 23” di vantaggio proprio su Pellizzari, che arretra in seconda posizione, e 34” su Jorgenson stesso, in una generale che, a due tappe dal termine, resta apertissima e ricca di tensione.

La dinamica della frazione, va sottolineato, è stata classica ma non per questo meno avvincente. Una fuga da manuale, composta da elementi di spessore come Julian Alaphilippe, Jack Haig e lo stesso Valgren, ha animato la prima parte della corsa, guadagnando un margine che sul finale è risultato decisivo. Proprio Alaphilippe, instancabile animatore, e Valgren sono rimasti soli al comando negli ultimi chilometri, ma sullo strappo più duro il danese ha piazzato la stoccata che ha lasciato sul posto anche il francese della Tudor, involandosi in uno splendido assolo che gli ha regalato lacrime di gioia incontenibili. Un successo che profuma di epica, quello di Valgren, arrivato dopo anni difficili e un grave infortunio che ne aveva messo in dubbio il prosieguo di carriera; un messaggio potente per tutto il gruppo. Nel drappello dei migliori, intanto, dietro alla sfida per la generale, si sono piazzati in quinta e sesta posizione rispettivamente Giulio Ciccone e un onorevole ma dolorante Pellizzari, che ha potuto contare sull’aiuto del suo capitano Primoz Roglic, quarto a 30 secondi, per limitare i danni in una giornata storta.

Lo scenario in vista della tappa regina di Camerino

La classifica generale, dopo questo ennesimo scossone, recita dunque: Isaac Del Toro primo in 20h10'40", Giulio Pellizzari secondo a 23", Matteo Jorgenson terzo a 34", Primoz Roglic quarto a 44" e Giulio Ciccone quinto a 1'05". Una classifica cortissima che lascia presagire ulteriori colpi di scena, considerando anche la prestazione dei corridori sudamericani, con Santiago Buitrago che si conferma tra i migliori piazzandosi decimo a 1'28" e Nairo Quintana, resistito nel gruppo dei migliori, che dimostra una condizione in crescita restando in scia ai pretendenti al Titolo.

Domani, va ricordato, andrà in scena la sesta tappa, la San Severino Marche-Camerino di 188 chilometri, un vero e proprio tappone che potrebbe rappresentare l’ultimo, decisivo appuntamento per le sorti della Corsa dei Due Mari. Il percorso, che dopo poco più di 50 km inizierà a inerpicarsi sulla durissima salita del Sassotetto, condurrà i corridori verso un circuito finale infernale attorno a Camerino, con l'iconico strappo della Madonna delle Carceri a fare da giudice. Sarà sulle sue pendenze proibite che Pellizzari, che proprio lì è di casa, proverà a giocarsi le sue ultime cartucce per riprendersi quella maglia azzurra persa oggi, mentre Del Toro, forte del nuovo vantaggio, cercherà di amministrare e sferrare il colpo definitivo. La sfida, inutile nasconderlo, è appena cominciata.

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