Hamas, falliti i colloqui per la tregua a Doha
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Redazione Esteri
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I negoziati per un cessate il fuoco a Gaza, condotti con la mediazione di Qatar ed Egitto, si sono conclusi senza accordi. Funzionari palestinesi, interpellati da Bbc Arabia, hanno confermato il fallimento delle trattative, sottolineando le profonde divergenze tra Israele e Hamas. Questa notizia giunge in un momento particolarmente delicato, segnato da tensioni crescenti e da episodi di violenza che hanno ulteriormente complicato il quadro diplomatico.
Proprio nelle ultime ore, un raid israeliano condotto con un drone ha colpito un veicolo a Beit Lahiya, nel nord di Gaza, causando la morte di nove persone. Tra le vittime, secondo quanto riportato dal Centro per la protezione dei giornalisti palestinesi, figurano anche tre professionisti dell’informazione. Un episodio che ha riacceso le polemiche internazionali e che si inserisce in un contesto già segnato da violenze reciproche e da una crisi umanitaria sempre più grave.
Nel frattempo, Hamas ha tentato di aprire un canale diretto con gli Stati Uniti, cercando di influenzare il rapporto tra Washington e Tel Aviv. La milizia palestinese, consapevole di non poter competere con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu nel dialogo con l’amministrazione americana, ha adottato una nuova strategia. Dopo aver reso pubblica una trattativa con gli Usa – mossa che ha suscitato malumori in Israele – Hamas ha annunciato la volontà di liberare il soldato israelo-americano Idan Alexander e di restituire i corpi di altri quattro ostaggi con passaporto statunitense. Un gesto che, se da un lato potrebbe essere interpretato come un tentativo di distensione, dall’altro sembra voler mettere in difficoltà il governo Netanyahu, già sotto pressione per la gestione della crisi.
La trattativa, condotta dall’inviato americano per gli ostaggi Adam Boehler, sembrava aver raggiunto un primo risultato con l’annuncio della liberazione di Alexander. Tuttavia, le dichiarazioni del segretario di Stato Marco Rubio, rilasciate durante una conferenza stampa al G7 in Canada, hanno complicato ulteriormente il quadro. Rubio ha infatti sottolineato la necessità di rispettare le scadenze previste per la risoluzione della crisi, lasciando intendere che la pazienza internazionale non è infinita.
In questo scenario, le divergenze tra le parti rimangono insormontabili. Da un lato, Israele insiste sulla propria sicurezza e sulla necessità di contrastare la minaccia rappresentata da Hamas; dall’altro, la milizia palestinese continua a rivendicare la propria resistenza, pur tentando di aprire canali diplomatici alternativi. I mediatori qatarioti ed egiziani, nonostante gli sforzi, non sono riusciti a colmare il divario tra le posizioni, lasciando la situazione in un pericoloso stallo.




