Colloqui su Gaza, Hamas e Israele a Doha per una tregua
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Redazione Esteri
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A Doha, in Qatar, si è concluso il primo round di colloqui tra Hamas e Israele, con l'obiettivo di raggiungere un cessate il fuoco permanente nella Striscia di Gaza. Hamas ha ribadito la propria intenzione di giungere a un accordo, sottolineando che i negoziati dovranno concentrarsi sulla garanzia di una completa cessazione delle ostilità e sul ritiro delle forze israeliane dalla regione. La priorità, secondo il movimento islamico, è la protezione del popolo palestinese dal genocidio perpetrato da Israele.
Durante i colloqui, Hamas ha insistito sulla necessità di un ritiro delle forze di occupazione israeliane, evidenziando che la cessazione delle ostilità è fondamentale per garantire la sicurezza e la stabilità nella regione. Tuttavia, i negoziati si sono arenati su questioni cruciali come i nomi e il numero dei prigionieri da liberare, creando tensioni tra le parti coinvolte.
Nel frattempo, la situazione sul campo rimane critica. Israele ha intensificato gli attacchi contro la Siria, il Libano meridionale e la Striscia di Gaza, colpendo anche ospedali nel nord di Gaza. Il deputato della Knesset, Amit Halevy, ha definito la guerra a Gaza un enorme fallimento per Israele, criticando la gestione del conflitto da parte del Consiglio dei ministri e del capo di stato maggiore Herzi Halevy. Secondo Halevy, l'assedio imposto avrebbe dovuto essere efficace, ma ha portato alla morte di quaranta soldati israeliani a Jabalia.
La questione dei prigionieri e la legge sugli utili non distribuiti stanno inoltre causando una nuova crisi politica in Israele, con una disputa tra il ministro della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben Gvir, e il primo ministro Benjamin Netanyahu. La delegazione israeliana incaricata di negoziare un accordo sugli ostaggi a Gaza è attesa oggi a Doha, con rappresentanti del Mossad, dello Shin Bet e delle Forze di difesa israeliane.




