Israele-Hamas, passi avanti nei negoziati a Doha mentre un raid colpisce una chiesa a Gaza

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre i mediatori internazionali lavorano per raggiungere una tregua nella Striscia di Gaza, un raid aereo israeliano ha colpito la chiesa della Sacra famiglia nel cuore di Gaza City, ferendo il parroco Gabriel Romanelli e causando danni alla struttura. Sebbene al-Jazeera abbia diffuso immagini dell’attacco, affermando che due donne cristiane siano rimaste uccise, il Patriarcato latino di Gerusalemme ha precisato che "al momento non ci sono vittime confermate", limitandosi a segnalare "molti feriti" tra cui padre Romanelli, colpito a una gamba.

Intanto, i colloqui a Doha sembrano aver compiuto un passo decisivo dopo che Hamas ha dato il via libera al nuovo piano presentato da Israele, che prevede il ritiro delle truppe dell’Idf dal corridoio di Morag. Un alto funzionario israeliano, interpellato dal Times of Israel, ha dichiarato che «il raggiungimento di un accordo su cessate il fuoco e ostaggi è oggi più probabile», mentre fonti vicine alla mediazione hanno confermato ad Axios la possibilità di una firma «entro pochi giorni».

L’intesa, secondo quanto trapelato, includerebbe una pausa dei combattimenti di 60 giorni, il rilascio di almeno 10 ostaggi ancora in vita insieme a 18 corpi, la liberazione di prigionieri palestinesi detenuti in Israele e un aumento degli aiuti umanitari a Gaza. Sebbene le parti non abbiano ancora reso pubblici i dettagli, la convergenza su questi punti segnerebbe una svolta dopo mesi di stallo, complicati anche dalle tensioni regionali, come dimostrano i raid israeliani in Libano – dove al-Jazeera riporta almeno due vittime – e le continue schermaglie tra Israele e Iran

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