Israele colpisce a Doha, Hamas nega le vittime illustri
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Mentre i colloqui per un cessate il fuoco a Gaza, mediati dal Qatar, sembravano aver ripreso un filo seppur esile di dialogo, un attacco aereo israeliano ha preso di mira i vertici politici di Hamas riuniti nella capitale Doha. Fonti di intelligence di Tel Aviv hanno dichiarato senza mezzi termini che l’operazione, definita «chirurgica», ha ucciso sei alti esponenti del gruppo, colpevoli di aver pianificato l’assalto del 7 ottobre. La reazione dell’organizzazione che governa la Striscia è stata immediata e categorica: i suoi portavoce hanno smentito con veemenza la morte di qualsiasi dirigente, bollando la notizia come «pura propaganda psicologica» finalizzata a minare la loro posizione negoziale. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il cui ultimo piano di pace è al centro di quelle stesse discussioni interrotte dalla violenza, non si è ancora pronunciato pubblicamente sull’accaduto. L’episodio, che ha scatenato un’ondata di sdegno in diversi capi di Stato e in Papa Francesco, rischia di affondare definitivamente la già precaria tregua umanitaria.
A Torino maxi-sequestro da 26 milioni per frode sugli appalti all’alba di ieri, le forze dell’ordine hanno eseguito un’estesa operazione anticrimine nella provincia di Torino, battezzata «Epicentro», che ha portato al sequestro di beni per un valore complessivo di 26,5 milioni di euro. L’inchiesta della Procura locale, che si è articolata in numerose perquisizioni, punta i riflettori su un presunto sistema criminale dedito alla creazione di appalti fittizi e alla somministrazione irregolare di manodopera, con l’obiettivo di eludere il fisco e aggirare le normative sul lavoro. Nove persone sono finite nel registro degli indagati, mentre provvedimenti cautelari reali sono stati applicati a dieci società coinvolte. Tra queste, una, che impiega circa cinquecento dipendenti, è stata posta sotto amministrazione giudiziaria, un provvedimento che mira a preservarne la continuità operativa e a tutelare i livelli occupazionali, pur sottraendola al controllo dei soggetti attualmente indagati.
Nave attivista colpita? Il mistero del drone nel Mediterraneo un altro episodio dai contorni confusi arriva dal Canale di Sicilia, dove la «Flotilla della Libertà», un insieme di imbarcazioni no-profit dirette verso Gaza, ha denunciato un attacco subito da una delle sue unità, quella su cui viaggia l’ambientalista Greta Thunberg. I membri dell’equipaggio hanno diffuso sui social network dei filmati in cui si vedrebbe un drone sganciare un ordigno sulla nave, provocando danni ma fortunatamente nessuna vittima. Le autorità tunisine, chiamate in causa per la vicinanza geografica dell’accaduto, hanno però fornito una versione dei fatti diametralmente opposta, attribuendo l’incidente a un banale incendio scoppiato a bordo, forse dovuto a un guasto tecnico, e negando la presenza di velivoli ostili nei propri spazi aerei. La mancanza di prove certe lascia il caso avvolto in un fitto alone di dubbio.




