Askatasuna annuncia la mobilitazione: "Il 31 gennaio ci prendiamo Torino"

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Torino si prepara a una nuova giornata di tensione, mentre il collettivo Askatasuna rilancia la propria presenza in città dopo lo sgombero forzato della sede di corso Regina Margherita, avvenuto lo scorso dicembre. L’assemblea nazionale, convocata presso il Campus Einaudi e protrattasi per oltre cinque ore, ha infatti delineato senza ambiguità le intenzioni del gruppo, il cui nome in basco significa “libertà”. Un corteo, definito dagli organizzatori non una semplice manifestazione ma una “presa simbolica dell’intero tessuto urbano”, è stato indetto per il prossimo 31 gennaio, con partenza contemporanea da tre diversi punti nevralgici: Palazzo Nuovo, Porta Susa e Porta Nuova. L’obiettivo dichiarato, come ribadito più volte dai portavoce, è quello di riconquistare una visibilità pubblica che lo sgombero aveva intaccato, riaffermando un progetto politico che va ben oltre la questione della sede fisica.

Un fronte ampio e trasversale contro "la repressione"

Dall’assemblea, che ha visto una notevole partecipazione di realtà provenienti da diverse regioni, è emerso con chiarezza il tentativo di costruire un fronte di opposizione stabile e trasversale. Accanto ai militanti dei centri sociali e ai simpatizzanti della causa No Tav, i cui striscioni sono comparsi durante il successivo corteo improvvisato in Vanchiglia, si è parlato esplicitamente di un’alleanza con figure come l’imam Baya, da tempo in contrasto con le autorità. Questa convergenza, che unisce istanze di sinistra radicale e componenti dell’attivismo islamico, si fonda su una comune denuncia verso quelle che vengono descritte come politiche repressive del governo, guidato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, le cui ricadute in termini di controllo dell’ordine pubblico sono state al centro di numerosi interventi. La mobilitazione autunnale per la Palestina, ricordata come un momento di potenza espressiva, viene indicata come il modello da replicare e potenziare, sebbene per il 31 gennaio non siano stati annunciati altri elementi operativi oltre al percorso del corteo.

La "passeggiata" a Vanchiglia e il clima di confronto con le forze dell'ordine

Al termine dei lavori assembleari, nonostante le avverse condizioni atmosferiche, un nutrito gruppo di partecipanti ha dato vita a quella che è stata ribattezzata “la passeggiata in Vanchiglia”. Un corteo improvvisato, sebbene in qualche modo atteso, si è mosso sotto una pioggia battente, preceduto da uno striscione che recitava “Askatasuna vuole dire libertà, il futuro comincia adesso”. L’episodio, per quanto circoscritto, ha offerto un assaggio del clima che potrebbe caratterizzare la prossima mobilitazione, con le forze dell’ordine già in stato di allerta. Agenti della Digos, presenti fin dalla partenza della marcia, hanno cercato un dialogo con i manifestanti, in un approccio che mira a prevenire escalation ma che viene interpretato dalle realtà antagoniste come parte integrante di quello “stato di polizia” contro cui dichiarano di battersi.

Il quadro giudiziario e il laboratorio torinese

Lo sgombero di dicembre, eseguito nel rispetto di un provvedimento dell’autorità giudiziaria, non ha quindi spento la vitalità del collettivo, anzi ne ha radicalizzato il linguaggio e ampliato la rete di relazioni. Torino si conferma, in questo senso, un laboratorio politico e sociale di estrema rilevanza, dove si intrecciano conflitti urbani, istanze separatiste, dissenso religioso e una contrapposizione frontale allo Stato. La città, che ha già vissuto pagine di cronaca nera legate ad estremismi di vario segno, si trova a dover gestire una sfida che è prima di tutto di ordine pubblico, ma anche simbolica: la pretesa, avanzata da Askatasuna, di “prendersi” simbolicamente l’intero spazio urbano rappresenta una provocazione diretta alle istituzioni, il cui esito dipenderà dalla capacità di contenere la protesta entro limiti di legalità senza inasprire ulteriormente lo scontro.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.