Eredità di Emilio Fede tra le figlie: conti e accuse legali
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L’eredità di Emilio Fede è al centro di una complessa contesa tra le figlie Simona e Sveva, intrecciata alla gestione del patrimonio familiare e alle denunce presentate negli ultimi anni. La vicenda riguarda anche il patrimonio lasciato dalla giornalista ed ex senatrice del Pdl Diana De Feo, morta nel 2021, e si inserisce in un quadro di forti tensioni familiari. Al centro del caso emerge anche la decisione della Procura di Roma di chiedere l’archiviazione di un’inchiesta nata dalle denunce di Simona Fede contro la sorella Sveva, con ipotesi di reato come circonvenzione d’incapace e appropriazione indebita. Il nodo principale resta la gestione dei beni e la ricostruzione dei flussi patrimoniali contestati tra le parti.
Archiviazione dell’inchiesta e denunce tra le sorelle
La Procura di Roma ha richiesto l’archiviazione dell’inchiesta scaturita dalle denunce presentate da Simona Fede nei confronti della sorella Sveva, nell’ambito della gestione del patrimonio familiare. Le ipotesi di reato che erano state prese in esame dagli inquirenti includevano circonvenzione d’incapace e appropriazione indebita, in relazione alla presunta gestione irregolare dei beni. La vicenda si collega alla fase successiva alla morte di Diana De Feo, figura centrale nella storia patrimoniale della famiglia, e alla successiva apertura della disputa ereditaria. Le contestazioni hanno alimentato un confronto legale che si è sviluppato attorno alla ricostruzione dei movimenti economici e alla gestione dei beni comuni.
Il patrimonio conteso tra immobili di lusso e conti
Il cuore della contesa riguarda un patrimonio descritto come particolarmente rilevante, composto da conti correnti, gioielli e proprietà immobiliari di pregio. Tra gli immobili indicati figura la storica Villa Lucia, una tenuta del valore stimato di circa sette milioni di euro affacciata sul Golfo di Napoli, insieme a una villa situata ad Anacapri. Questi beni rappresentano una parte centrale della disputa tra Simona e Sveva Fede, che si confrontano sulla spartizione dell’eredità. La ricostruzione del patrimonio include anche beni mobili e asset di valore significativo, che contribuiscono a rendere complessa la definizione della divisione ereditaria.
Le accuse su conti, gioielli e il presunto testamento fantasma
Nel corso della disputa, Simona Fede ha sollevato accuse nei confronti della sorella Sveva, sostenendo una presunta gestione diretta del patrimonio familiare e contestando la scomparsa di somme rilevanti dai conti. Tra le cifre indicate emergono circa 400mila euro, un presunto ammanco di 1 milione e 400mila euro dai conti della madre e ulteriori 400mila euro legati a gioielli, argenteria e opere d’arte di cui si chiede la ricostruzione della destinazione. La vicenda viene inoltre associata a un cosiddetto “testamento fantasma”, elemento che alimenta ulteriormente il conflitto tra le due sorelle nella gestione dell’eredità complessiva.




