Maserati, Ficili apre al ritorno della Quattroporte: "Un ponte tra berlina e Suv"

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Redazione Economia Redazione Economia   -   A margine delle presentazioni dei restyling di GranTurismo, GranCabrio e Grecale, tenutesi ieri – 18 giugno – presso gli stabilimenti di Modena e Cassino, il direttore operativo di Maserati, Santo Ficili, ha gettato le basi per quello che potrebbe rappresentare il prossimo capitolo strategico della casa del Tridente.

Mentre l’attenzione era focalizzata sulle novità elettrificate e sui nuovi motori V6 che animano la gamma attuale, l’alta dirigenza di Stellantis ha voluto spezzare una lancia a favore di un ritorno alle radici del brand, senza però dimenticare le mutevoli esigenze del mercato contemporaneo.

Ficili, rispondendo a una domanda sul futuro della berlina di segmento E, ha infatti evocato la possibilità di riportare in vita il nome Quattroporte, sebbene con una veste profondamente rinnovata: non più una tradizionale berlina a tre volumi, ma una via di mezzo, un ponte concettuale e stilistico tra l’eleganza della berlina di rappresentanza e la praticità di un Suv.

Le dichiarazioni del COO e la strategia del ponte

Le parole di Santo Ficili, raccolte nel corso dell'evento che celebrava l’evoluzione dei modelli principali del marchio, non sono passate inosservate. Il manager ha spiegato che, per affrontare le sfide della mobilità di lusso, il modello dovrebbe incarnare una sintesi tra la storia gloriosa della vettura e le esigenze odierne di spazio e abitabilità. In sostanza, non si tratterebbe di una semplice riedizione della vecchia ammiraglia, ma di un progetto inedito capace di colmare un vuoto che, secondo i piani industriali, si sta facendo sempre più evidente nella gamma Maserati.

L’idea di un “ponte” nasce dall’osservazione dei trend globali: da un lato, la clientela tradizionale chiede ancora la raffinatezza e il DNA sportivo che hanno reso celebre la Quattroporte nel mondo; dall’altro, il mercato premia in modo inequivocabile i Suv e le crossover, come dimostrano i numeri di vendita del Grecale.

Ficili ha quindi delineato un concept che potrebbe mantenere lo stile slanciato di una coupé a quattro porte, con delle linee che richiamano la sportività della GranTurismo, ma con un'altezza da terra e una volumetria interna che si avvicinano a quelle di un fuoristrada compatto.

Il contesto di mercato e l'Anno del Tridente

Il rilancio operativo di Maserati, come ribadito più volte da Antonio Filosa, CEO del Gruppo, passa attraverso una riorganizzazione profonda della produzione e del posizionamento. La crisi del 2025, che ha portato i volumi a toccare minimi storici non registrati dal lontano 2012, ha imposto una riflessione radicale. In questo scenario, l'ipotesi di una nuova ammiraglia si inserisce proprio mentre il marchio celebra il centenario del celebre logo del Tridente, un’occasione simbolica per ripartire dalle radici, guardando al futuro con l’elettrificazione e l’ibridazione.

La presentazione dei nuovi modelli GranTurismo e GranCabrio, insieme al restyling del Grecale prodotto nello stabilimento di Cassino, ha rappresentato il primo passo concreto per rafforzare quel posizionamento nel segmento del lusso “accessibile” che Stellantis intende perseguire. Nel pieno dell’Anno del Tridente, l’azienda non si sta limitando a rinnovare la meccanica e l’estetica, ma sta investendo anche sull’esperienza digitale, come dimostra il lancio del nuovo configuratore online fotorealistico in 3D, una piattaforma che trasforma la personalizzazione in un’esperienza cinematografica.

L'eredità della Quattroporte e le sfide tecnologiche

Riportare in vita il nome Quattroporte, per quanto in una veste ibrida tra berlina e Suv, non è un'operazione priva di rischi. Il modello storico, che per decenni ha rappresentato il top di gamma del Tridente, è sempre stato sinonimo di motori potenti e di un'eleganza tipicamente italiana, capace di competere con le ammiraglie tedesche.

Tuttavia, la costruzione di un veicolo che si ponga a metà strada tra la Quattroporte e il Grecale richiederebbe un investimento ingente in piattaforme modulari, molto probabilmente quelle derivate dai pianali Stellantis ad alta tensione, che possano ospitare sia motorizzazioni termiche avanzate (ibridi leggeri e V6) sia propulsori completamente elettrici.

La sfida per gli ingegneri di Modena sarà quella di mantenere le caratteristiche dinamiche tipiche della casa, ovvero il baricentro basso e la distribuzione dei pesi 50:50, senza però sacrificare l’altezza da terra e la capacità di carico richieste dal pubblico dei crossover.

Sebbene non siano stati forniti dettagli tecnici specifici riguardo ai tempi di sviluppo o al pianale di base, l'apertura di Ficili è il segnale più evidente che Maserati intende rimanere nel segmento E delle berline di lusso, adattandolo però ai gusti contemporanei e alla necessità di condividere componenti con il resto del gruppo per abbattere i costi.

Il futuro tra smentite e rilancio industriale

Mentre sul fronte societario si sono placate le voci, ripetutamente smentite da Stellantis, riguardanti un possibile passaggio del marchio alla cinese BYD, il fronte produttivo sembra destinato a vivere una fase di intensa attività. La dirigenza del Gruppo, con a capo Filosa, ha ribadito l’incedibilità del Tridente e la volontà di farne un’icona del lusso globale, non solo un ramo del colosso italo-francese.

In quest’ottica, il "ponte" proposto da Ficili potrebbe rispondere all’esigenza di riempire un vuoto lasciato dall’uscita di scena della vecchia Quattroporte, offrendo un’alternativa a chi cerca un’auto dal carattere sportivo ma che non rinunci alla praticità. L'evento di ieri ha dimostrato che Maserati non intende ritirarsi dalla competizione, ma cerca piuttosto di riposizionarsi, giocando la carta dell'italianità e del design esclusivo.

La nuova piattaforma di configurazione online, accessibile da ogni mercato, è solo un tassello di un percorso omnicanale che mira ad avvicinare il cliente al brand in modo emozionale. Resta da vedere se il mercato accoglierà con favore una berlina "sopraelevata" che porti il nome della storica Quattroporte, ma ciò che è certo è che il cantiere delle idee a Modena è più aperto che mai, con l’obiettivo di trasformare la crisi in una rinascita.

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