Si tuffa nel canale per salvare il cane, la corrente lo tradisce: la tragedia di Sergio Pizzamiglio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   È un istinto primordiale, quello che spinge a gettarsi in acqua senza nemmeno fare in tempo a togliersi le scarpe, un gesto che nasce da un legame silenzioso e profondo tra un uomo e il suo animale. Sergio Pizzamiglio, 54 anni, residente a Castelnuovo Bocca d’Adda, nel Lodigiano, ha pagato con la vita questo slancio d’amore, annegando nel pomeriggio di sabato lungo il canale navigabile in zona Tencara, nel comune di Pizzighettone. La vittima, un uomo che amava passeggiare per le campagne in compagnia del suo fedele amico a quattro zampe, si è trovata improvvisamente a fare i conti con il peggior scenario possibile: l’animale era finito in acqua, probabilmente scivolando lungo le sponde di cemento, e l'uomo non ha avuto nemmeno un attimo di esitazione prima di lanciarsi per tentare di trarlo in salvo.

Il recupero disperato e l’intervento dei passanti

Secondo una prima ricostruzione, che i carabinieri delle stazioni di Pizzighettone e Castelverde stanno ancora perfezionando attraverso i rilievi e la raccolta delle testimonianze, la dinamica è quella tipica di un incidente in ambienti insidiosi. Sergio è entrato in acqua per recuperare il cane, ma le caratteristiche stesse del canale – le pareti lisce e verticali che rendono quasi impossibile riemergere o trovare un appiglio – hanno trasformato un gesto d’amore in una trappola mortale. A quel punto, alcuni passanti presenti sulla riva hanno assistito alla scena; uno di loro non si è limitato a lanciare l’allarme, ma si è tuffato a sua volta nel tentativo di raggiungere il 54enne. Altri due giovani, probabilmente attratti dalle urla, si sono uniti ai soccorsi e, dopo sforzi immani, sono riusciti a riportare a riva il senza vita di Pizzamiglio.

Il tentativo di rianimazione e le indagini sul campo

Non appena il è stato estratto dall'acqua, i sanitari del 118, accorsi sul posto dopo la chiamata disperata, hanno iniziato le manovre di rianimazione cardiopolmonare, protraendo i tentativi per un lungo tratto per cercare di strapparlo alla morte. Ogni sforzo si è però rivelato vano: il medico non ha potuto fare altro che dichiarare il decesso del 54enne, un uomo che lascia una scia di cordoglio e incredulità nel suo paese d’origine. Il magistrato di turno, informato dell'accaduto, ha poi disposto il rilascio della salma ai familiari. Nel frattempo, i militari hanno effettuato i rilievi del caso, concentrandosi sulla pericolosità del tratto di canale, uno specchio d'acqua che aveva già visto un'altra tragedia in passato: lo scorso settembre, un giovane di 20 anni perse la vita nelle stesse acque dopo essere scivolato mentre era intento a pescare.

L’esito della vicenda per l’animale

Mentre la cronaca locale registra l’ennesima fatalità legata al Naviglio, c’è un aspetto che restituisce un filo di amarezza alla vicenda: il cane, oggetto di quel tuffo estremo, si è salvato. Recuperato dai volontari intervenuti dopo il dramma, l’animale è stato affidato temporaneamente alle cure dei volontari del canile di Cremona, dove rimarrà in attesa di ulteriori disposizioni. Una vicenda, questa, che si consuma in pochi attimi: un attimo per cadere in acqua, un attimo per tuffarsi, e un'eternità per rimpiangere la forza della corrente.

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