Febbre del Nilo, nuovo caso a Oristano: i contagi salgono a 28
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Redazione Salute
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La Febbre del Nilo non arretra ancora nell'Oristanese. A pochi giorni dall'ultimo aggiornamento, arriva una nuova diagnosi e il bilancio provinciale sale a 28 casi di West Nile virus accertati dall'inizio dell'anno. La nuova paziente è una donna ultrasessantenne, attualmente sotto osservazione all'ospedale San Martino. Le vittime restano quattro.
Le misure di profilassi scattate immediatamente
Come di consueto, sono già scattate le misure del caso: il dipartimento di Igiene e Prevenzione sanitaria della Asl 5 ha avviato l'inchiesta epidemiologica e le attività di profilassi, che prevedono la disinfestazione dell'area di residenza della donna da parte delle autorità competenti. Il nuovo caso conferma che l'allerta non è ancora rientrata, nonostante il calo delle temperature registrato negli ultimi giorni.
L'appello alla prevenzione della Asl
La direttrice del dipartimento di Prevenzione, Maria Valentina Marras, ricorda quanto sia importante, anche in questa fase, continuare ad adottare scrupolosamente gli accorgimenti per proteggersi dal virus trasmesso dalla zanzara.
«Essenziale è evitare i ristagni d'acqua, quindi svuotare i sottovasi, cambiare spesso l'acqua delle ciotole degli animali, capovolgere i contenitori, secchi e le piscine per bambini», spiega la dottoressa Marras, che aggiunge: «Ma è fondamentale anche proteggersi dalle punture di questo insetto schermando le finestre con zanzariere o, fuori casa, utilizzando spray repellenti e abiti lunghi specie all'imbrunire, quando le zanzare sono più attive».
La direttrice generale Grazia Cattina sottolinea come, in assenza di vaccini e terapie specifiche per l'uomo, la prevenzione resti l'unica arma di difesa dalla Febbre del Nilo. «Questo nuovo caso ci indica che, nonostante il calo delle temperature registrato negli ultimi giorni, i rischi legati alla West Nile non sono ancora totalmente cessati», afferma Cattina, che invita a proteggere in particolare i soggetti più fragili e anziani, maggiormente esposti ai sintomi più gravi della malattia.
Il quadro nazionale secondo l'Istituto superiore di sanità
Il nuovo caso nell'Oristanese si inserisce in un quadro nazionale che continua a destare attenzione. Al 15 settembre in Italia si registrano 657 casi confermati di infezione da West Nile Virus nell'uomo, in aumento rispetto ai 594 del report precedente, di cui 345 si sono manifestati nella forma neuroinvasiva. Tra questi figurano cinque casi importati, uno ciascuno da Maldive, Francia, Belgio, Grecia e Olanda.
Il bollettino segnala inoltre 80 casi asintomatici identificati in donatori di sangue, 224 casi di febbre, di cui uno importato dal Burkina Faso, quattro casi con altri sintomi e quattro asintomatici.
La sorveglianza integrata sul territorio nazionale
La sorveglianza epidemiologica dei casi umani di West Nile virus rientra nel Piano nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle Arbovirosi e si basa su un modello integrato che mette insieme il monitoraggio umano, veterinario ed entomologico. L'obiettivo è individuare precocemente la circolazione del virus e attivare tempestivamente le misure di prevenzione, comprese quelle necessarie a garantire la sicurezza di trasfusioni e trapianti.
Le attività vengono svolte tutto l'anno sull'intero territorio nazionale per i casi importati e autoctoni e sono rafforzate, da maggio a novembre, nelle aree considerate endemiche.
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