West Nile, primo caso estivo nel piacentino: salgono i contagi in Italia

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Il primo caso estivo di West Nile nel piacentino è stato registrato in un donatore di sangue, secondo quanto riportato nel bollettino di sorveglianza diffuso il 6 agosto dall’Istituto superiore di sanità. Il nuovo episodio porta l’attenzione sulla circolazione del West Nile Virus in Emilia Romagna, dove i casi segnalati dall’inizio della sorveglianza sono 18. A livello nazionale, fino al 5 agosto 2026, sono stati confermati 141 casi di infezione nell’uomo, con un aumento rispetto agli 84 casi indicati nel precedente report. I dati comprendono diverse forme della malattia, monitorate attraverso il sistema di sorveglianza.

Il quadro dei contagi da West Nile Virus in Italia

Dal monitoraggio nazionale emerge che dei 141 casi confermati di West Nile Virus, 64 hanno avuto una manifestazione neuro-invasiva, con un caso importato dalle Maldive. Sono stati inoltre identificati 27 casi asintomatici attraverso i controlli sui donatori di sangue e 50 casi caratterizzati da febbre, tra cui un episodio importato dal Burkina Faso. La sorveglianza raccoglie quindi situazioni differenti, individuate sia attraverso la comparsa di sintomi sia grazie agli accertamenti effettuati sui campioni di sangue. Il bollettino aggiornato al 5 agosto fotografa una presenza del virus distribuita in modo non uniforme sul territorio italiano.

Tra le aree interessate dalla circolazione del virus figura anche il Lazio, dove i casi complessivi sono arrivati a 19 secondo l’ultimo bollettino aggiornato al 5 agosto dell’Istituto per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani e della Regione Lazio. Rispetto alla rilevazione precedente del 29 luglio, sono stati segnalati sei nuovi contagi nell’arco di una settimana. Le province di Latina e Roma risultano i territori maggiormente coinvolti nella diffusione del West Nile Virus nella regione, con un aumento lieve delle segnalazioni rispetto al precedente aggiornamento.

Sorveglianza e presenza del virus sul territorio

La presenza del West Nile Virus è stata rilevata anche nella provincia di Perugia, dove il virus è stato isolato in alcuni esemplari di gazza. La Regione ha precisato che il virus non si trasmette attraverso il contatto diretto tra persone né dal contatto tra animale e uomo. La trasmissione avviene invece attraverso la puntura di zanzare che hanno precedentemente punto uccelli selvatici infetti, considerati il serbatoio naturale del virus. Il ritrovamento negli esemplari di gazza rientra quindi nelle attività di monitoraggio della circolazione virale negli animali presenti sul territorio.

Secondo quanto indicato da D’Alterio della Rete IZS, la stagione 2026 conferma una presenza stabile del West Nile Virus in ampie aree del territorio nazionale, con una circolazione estesa ma non uniforme. L’attività di sorveglianza continua a rappresentare lo strumento utilizzato per individuare la presenza del virus e attivare le misure di prevenzione. I dati raccolti dagli organismi coinvolti vengono utilizzati per seguire l’evoluzione dei contagi e descrivere la diffusione del virus senza ricorrere ad allarmismi, mantenendo il monitoraggio basato sulle informazioni scientifiche disponibili.

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