West Nile in Veneto, cresce la circolazione: 71 pool positivi

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Redazione Salute Redazione Salute   -   La circolazione del West Nile in Veneto è aumentata nel 2026, con 71 gruppi di zanzare risultati positivi al virus e un livello superiore a quello registrato nel 2025 e negli anni precedenti. Il dato emerge dalla sorveglianza entomologica condotta dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, che monitora i gruppi di insetti analizzati, definiti tecnicamente “pool”. In Veneto il tasso di positività dei pool ha raggiunto il 4%, mentre in Friuli Venezia Giulia si è fermato allo 0,5%. La maggiore presenza del virus nelle zanzare si inserisce in un quadro nazionale nel quale stanno aumentando anche i casi confermati di infezione nell’uomo.

West Nile in Italia: 432 casi confermati e 223 forme neuro-invasive

Dall’inizio della sorveglianza e fino al 26 agosto sono stati segnalati in Italia 432 casi confermati di infezione da West Nile Virus nell’uomo, rispetto ai 312 indicati nel report precedente. L’aumento riguarda un quadro nel quale 223 casi si sono manifestati nella forma neuro-invasiva. Tra questi risultano anche tre casi importati, rispettivamente dalle Maldive, dalla Francia e dal Belgio. Il bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità registra inoltre 144 casi di febbre, tra i quali uno importato dal Burkina Faso, e due casi caratterizzati da altri sintomi. I numeri descrivono quindi una presenza del virus distribuita tra manifestazioni cliniche differenti e identificazioni avvenute anche attraverso la sorveglianza sui donatori.

Tra i 432 casi confermati figurano infatti 63 persone asintomatiche individuate tra i donatori di sangue. Nello stesso periodo sono stati notificati 17 decessi, uno dei quali relativo a un caso importato. Il West Nile Virus viene indicato come ormai endemico in Italia e la sua diffusione risulta particolarmente presente in Lombardia e Veneto. Proprio il Veneto mostra nel 2026 un incremento della circolazione rilevata attraverso la sorveglianza sulle zanzare, con un tasso di positività dei pool pari al 4%. Sul territorio nazionale viene inoltre indicato un ritmo di due morti al mese, mentre il virus risulta meno letale rispetto al 2025.

Dal Piacentino a Cremona e Lodi, aumentano le segnalazioni

Nel Piacentino il numero dei casi di West Nile Virus è salito a quattro. L’ultimo episodio segnalato dal bollettino di sorveglianza diffuso giovedì 27 agosto dall’Istituto Superiore di Sanità si è manifestato nella forma neuroinvasiva. Il dato locale rientra nel totale dell’Emilia-Romagna, dove i casi complessivi indicati sono 42. L’aumento delle segnalazioni nel Piacentino si affianca così ai dati provenienti da altre aree del Nord Italia, mentre il conteggio nazionale ha raggiunto 432 infezioni confermate al 26 agosto. Il confronto con i 312 casi riportati in precedenza mostra una crescita consistente tra un aggiornamento e il successivo.

Anche tra Cremona e Lodi il bollettino della sorveglianza coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità segnala un aumento dei casi, arrivati complessivamente a 29. Nel Lodigiano risultano sei forme neuro-invasive e due episodi di febbre, mentre nel Cremonese le forme neuro-invasive sono nove e i casi di febbre sette. Nella provincia di Cremona vengono inoltre indicati cinque donatori coinvolti. La distribuzione delle segnalazioni tra forme neuro-invasive, episodi febbrili e positività riscontrate nei donatori riflette le diverse modalità con cui l’infezione da West Nile Virus viene individuata e registrata dalla sorveglianza.

I dati sulle persone e quelli raccolti attraverso il monitoraggio entomologico delineano due livelli distinti della stessa sorveglianza. In Veneto, l’elemento che emerge è la maggiore circolazione del virus nelle zanzare rispetto al 2025 e agli anni precedenti, con 71 pool positivi e un tasso del 4%. Sul piano nazionale, invece, il dato aggiornato al 26 agosto indica 432 casi umani confermati, dei quali 223 neuro-invasivi, 63 asintomatici identificati tra i donatori, 144 casi di febbre e due con altri sintomi. Lombardia e Veneto risultano tra le aree in cui la diffusione viene indicata come più presente, mentre continuano le segnalazioni anche in Emilia-Romagna e tra Cremona e Lodi.

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