Laura Santi, la giornalista che ha scelto di morire con dignità

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Laura Santi, giornalista di 50 anni affetta da una forma avanzata di sclerosi multipla, si è spenta nella sua casa di Perugia dopo aver deciso di porre fine alle sue sofferenze attraverso il suicidio assistito. Accanto a lei, fino all’ultimo istante, il marito Stefano Massoli, che l’ha accompagnata con discrezione e amore in quel momento estremo. «Vai amore, sei libera», le ha detto prima di lasciarla sola, rispettando la sua volontà di non essere condizionata emotivamente. «Ciao amore, ciao vita», ha risposto lei, con una serenità che ha colpito chiunque ne abbia ascoltato il racconto.

La scelta di Laura arriva in un momento cruciale per il dibattito sul fine vita in Italia, mentre il Senato si appresta a esaminare gli oltre 100 emendamenti presentati al disegno di legge in discussione. Una coincidenza che rende ancora più significativa la sua storia, diventata simbolo di una battaglia per il diritto all’autodeterminazione. Marco Squarta, europarlamentare di Fratelli d’Italia, l’ha ricordata su Facebook come una donna che «ha amato la vita, lottando senza clamore contro una malattia feroce, chiedendo solo rispetto e non compassione».

Massoli, insieme all’Associazione Luca Coscioni, ha annunciato che continuerà a impegnarsi per la libertà di scelta, portando avanti ciò che Laura avrebbe voluto. La coppia aveva già valutato l’ipotesi di rivolgersi a una clinica svizzera, ma alla fine Laura ha preferito morire nella sua casa, circondata dall’affetto e dalla familiarità degli spazi che aveva amato.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.