La Finanza mette i sigilli a Unico-Brera, ventisette indagati per lottizzazione abusiva

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La facciata silenziosa del cantiere in via Anfiteatro, a Milano, racconta ora una storia diversa da quella promessa dalle planimetrie di lusso. Su quel lotto, nel cuore di Brera, dove un palazzo settecentesco venne demolito quasi vent'anni fa, la Guardia di finanza ha apposto i sigilli in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo. Il provvedimento, firmato dal gip, colpisce il progetto residenziale "Unico-Brera", che prevedeva due edifici da quattro e undici piani, e si inserisce in un più vasto filone d’inchiesta della Procura di Milano sulla gestione dell’urbanistica cittadina. I magistrati, nel richiedere il sequestro, parlano esplicitamente di lottizzazione abusiva e falso, ipotesi che trasformano quello che doveva essere un intervento di riqualificazione in un capitolo di cronaca giudiziaria.

L’ipotesi accusatoria della Procura

Secondo i pubblici ministeri che coordinano le indagini, il cui lavoro procede lungo un solco già tracciato da precedenti atti istruttori, la realizzazione dell’opera avverrebbe in violazione della normativa urbanistica. Una violazione che, secondo l’accusa, avrebbe consentito non solo un illecito aumento delle superfici e delle cubature edificabili, ma anche una quantizzazione sottostimata degli oneri di urbanizzazione dovuti al comune. Questi meccanismi, che coinvolgerebbero una pluralità di soggetti – ventisette, secondo le carte degli investigatori – finiscono per alterare gli equilibri di un settore, quello immobiliare di alto livello, dove i margini economici sono particolarmente consistenti e i progetti, spesso, ridisegnano il volto di interi isolati.

Il contesto dell’operazione di polizia giudiziaria

L’intervento del Nucleo di Polizia economico finanziaria non è un episodio isolato, bensì un tassello di una mappa investigativa che abbraccia diversi cantieri di rilevante valore economico nella città. Operazioni del genere, che si concentrano su snodi cruciali della trasformazione urbana, pongono sotto la lente d’ingrandimento i processi decisionali e autorizzativi che precedono la posa della prima pietra. Si tratta, per gli inquirenti, di verificare se alla base di complesse operazioni immobiliari possano esserci dinamiche distorte, capaci di modificare a proprio vantaggio – e in spregio alle regole – i parametri costruttivi e gli obblighi finanziari verso la collettività.

Gli sviluppi dell’inchiesta e il futuro dell’area

Con il sequestro disposto dal gip Mattia Fiorentini, il cantiere è ora fermo, e la sua sorte è legata agli sviluppi processuali. L’attenzione si sposta dunque sulle aule del tribunale, dove si dovrà stabilire la fondatezza delle accuse mosse dalla Procura. Nel frattempo, quel vuoto urbano tornato a essere protagonista, dopo aver atteso a lungo una nuova destinazione, si trova al centro di una vicenda che intreccia diritto, economia e trasformazione della città, dimostrando come il controllo sulla corretta applicazione delle norme del piano regolatore rappresenti un presidio fondamentale per gli interessi pubblici.

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