Terzo complice nel caso del cavo d'acciaio a Milano si confessa
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Redazione Interno
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Un minore, identificato come il terzo giovane coinvolto nell'incidente del cavo d'acciaio a Milano, ha confessato il suo coinvolgimento ai genitori, che successivamente si sono rivolti ai carabinieri. Il ragazzo, attualmente in condizioni critiche, è stato ricoverato in ospedale.
Identificazione e confessione
Il minore, che non è stato sottoposto a provvedimenti, è stato identificato come il terzo coinvolto nell'incidente del cavo d'acciaio che ha avuto luogo la notte tra mercoledì e giovedì scorsi in viale Toscana a Milano. Dopo aver confessato ai genitori, questi si sono rivolti ai carabinieri.
Ricovero in ospedale
Il ragazzo è attualmente ricoverato in ospedale a causa delle sue condizioni critiche. Si trova in psichiatria a Milano dal 5 gennaio. I genitori del ragazzo hanno chiamato i carabinieri, che sono andati in ospedale per identificarlo.
Il terzo complice
Il terzo complice, un ragazzo di 17 anni identificato solo come E., è attualmente ricoverato all'ospedale Niguarda a causa di problemi psichiatrici. Assieme ad Alex Baiocco e Michele Di Rosa, il minorenne avrebbe partecipato al raid del 4 gennaio in viale Toscana, a Milano, mettendo a rischio l'incolumità degli automobilisti con un cavo d'acciaio teso da una parte all'altra della carreggiata.




