Un terzo complice nel caso del cavo d'acciaio a Milano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un 17enne di origini sarde, noto come "Ema", è stato identificato come il terzo e ultimo membro del gruppo che ha piazzato un cavo d'acciaio ad altezza uomo in viale Toscana, a Milano, il 3 gennaio. Il ragazzo è attualmente ricoverato nel reparto di psichiatria dell'ospedale Niguarda, dove era già stato curato di recente per disturbi non specificati.

Il ricovero e la confessione

Il giovane si trova in ospedale dal 5 gennaio, giorno in cui si è sentito molto male dopo aver postato un video sui suoi canali social in cui suonava la chitarra. La sera successiva, davanti ai genitori, avrebbe confessato di essere lui il secondo complice di Alex Baiocco, il 24enne arrestato nei giorni scorsi con l'accusa di tentata strage. I genitori hanno quindi chiamato i Carabinieri, che sono andati in ospedale per identificarlo.

Gli altri complici

Il primo complice, Alex Baiocco, è stato arrestato nei giorni scorsi. Il secondo complice, Michele Di Rosa, 18 anni, si è consegnato ai Carabinieri a Monza ed è stato posto in stato di fermo. Con l'identificazione del terzo complice, sembra che il cerchio si sia chiuso.

Prossimi passaggi

I Carabinieri invieranno a breve gli atti alla Procura della Repubblica per i Minorenni. Per tutti e tre i complici è stata chiesta una perizia psichiatrica. Le indagini continuano per fare piena luce sull'accaduto.

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