Terzo complice nel caso del cavo d'acciaio a Milano identificato
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Redazione Interno
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Un minore di 17 anni, identificato come il terzo complice nel caso del cavo d'acciaio teso in viale Toscana a Milano, ha confessato ai suoi genitori il suo coinvolgimento nell'incidente. I genitori, a loro volta, hanno riferito la confessione ai carabinieri.
Coinvolgimento dei genitori
Il ragazzo, che al momento si trova ricoverato in ospedale a causa di condizioni critiche, ha confessato ai suoi genitori il suo coinvolgimento nell'incidente. I genitori, a loro volta, hanno riferito la confessione ai carabinieri.
Identificazione e stato attuale
Il terzo membro del gruppo è stato identificato, ma non sono stati presi provvedimenti nei suoi confronti. Il ragazzo, affetto da problemi di natura psichiatrica, si trova attualmente ricoverato all'ospedale Niguarda.
Dettagli dell'incidente
L'incidente, avvenuto la notte tra mercoledì e giovedì, ha messo in grave pericolo soprattutto ciclisti e motociclisti di passaggio. Il cavo d'acciaio era stato teso da una parte all'altra della carreggiata in viale Toscana, a Milano. Il minorenne, insieme ad Alex Baiocco e Michele Di Rosa, avrebbe partecipato al raid dello scorso 4 gennaio.
Valutazione della perizia psichiatrica
Il pm sta valutando la possibilità di richiedere una perizia psichiatrica per Baiocco, uno dei complici coinvolti nell'incidente. Questo potrebbe fornire ulteriori dettagli sulla natura dell'incidente e sulle motivazioni dei giovani coinvolti.




