Agguato a Napoli, ucciso Antonio Mauro: inseguito e freddato sotto gli occhi dei passanti
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Redazione Interno
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La città di Napoli è stata scossa, nella serata di martedì 16 giugno, da un duplice, violento episodio che ha riportato all'ordine del giorno la piaga della criminalità organizzata, con un bilancio che parla di un morto e tre feriti in due distinti agguati. Il fatto più grave, che ha catturato l'attenzione degli inquirenti, si è consumato in via Cesare Rosaroll, nei pressi di Porta Capuana, dove un uomo di 48 anni è stato raggiunto e ucciso da due sicari in sella a uno scooter, in un agguato che, per modalità e contesto, appare riconducibile a una faida tra clan.
Mentre la polizia scientifica effettuava i rilievi e la squadra mobile avviava le indagini, la vittima veniva identificata in Antonio Mauro, figura già nota alle forze dell'ordine e ritenuta vicina al potente clan Contini, egemone in quell'area del centro storico e non solo.
A rendere ancor più drammatica la dinamica dell'omicidio è stata la freddezza degli esecutori, che hanno agito senza curarsi della presenza di numerosi passanti e automobilisti i quali, nel tentativo di mettersi al riparo, hanno assistito a una scena da film.
Stando a una prima ricostruzione dei fatti, Mauro, che si trovava a piedi nei pressi della sua abitazione, si sarebbe accorto dell'arrivo dei due killer e avrebbe tentato una disperata fuga verso casa, correndo tra auto in sosta e marciapiedi. I suoi aggressori, tuttavia, lo hanno inseguito senza esitazione, esplodendo una raffica di colpi – almeno sei, secondo i bossoli calibro 7.65 rinvenuti dagli agenti – che hanno stroncato la sua corsa.
Un proiettile, in particolare, lo ha centrato al torace, causandone la morte pressoché istantanea, nonostante il tempestivo intervento dei sanitari del 118 giunti sul luogo dell'agguato.
La vittima e il contesto criminale
Antonio Mauro, 48 anni, originario della zona dei Tribunali ma residente a poca distanza dal luogo dell'agguato, non era nuovo a simili esperienze, avendo già scampato la morte in un precedente agguato risalente al 2007, quando venne ferito in un'altra sparatoria.
I suoi precedenti penali includono reati come l'estorsione, il porto d'armi e il tentato omicidio, ma non risultavano specifiche condanne per associazione camorristica, sebbene negli ultimi tempi gli investigatori lo avessero più volte accostato agli ambienti dei Contini.
Questo sodalizio criminale rappresenta uno dei pilastri dell'Alleanza di Secondigliano ed esercita un controllo capillare su diverse zone del centro, dalla Vicaria al San Carlo all'Arena, rendendo l'ipotesi del regolamento di conti tra organizzazioni o di una faida interna la pista più accreditata per gli inquirenti.
La polizia, che sta vagliando le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona, cerca ora di ricostruire i movimenti dei sicari e di capire se l'omicidio sia maturato nell'ambito di una faida interna al clan o di un attacco esterno portato da un sodalizio rivale.
L'altro agguato a San Giovanni a Teduccio
Non è stata l'unica notte di sangue, poiché in contemporanea, quasi come un tragico copione, un'altra sparatoria ha avuto luogo nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, nella periferia est della città, gettando ulteriore scompiglio e allarme tra la popolazione. In questo secondo episodio, tre persone sono rimaste ferite, sebbene in condizioni non considerate gravi, e si tratterebbe di un uomo e dei suoi due figli, colpiti da arma da fuoco.
Al momento, gli investigatori, guidati dalla Direzione Distrettuale Antimafia, non ritengono che i due episodi siano collegati, ma stanno conducendo accertamenti approfonditi sulla dinamica di questo secondo fatto di sangue, che potrebbe essere scaturito da una lite o comunque avere un movente diverso rispetto all'omicidio di Mauro. La polizia è al lavoro su entrambi i fronti, cercando di fare luce su una serata che ha riportato Napoli al centro di una spirale di violenza che si temeva sopita.




