Omicidio a Montecalvoli, fermato il presunto killer del 25enne Kevin Muharremi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   È durata poche ore la fuga del presunto assassino di Kevin Muharremi, il venticinquenne di origine albanese ucciso all'alba di sabato 14 febbraio a Montecalvoli, frazione del comune di Santa Maria a Monte, in provincia di Pisa. I carabinieri, coordinandosi con la Procura di Pisa, hanno diramato le ricerche dell'uomo, un cittadino italiano, subito dopo il ritrovamento del Corpo senza vita del giovane, ancora dentro la propria auto in via della Repubblica. Il blitz che ha portato al fermo è scattato grazie alla segnalazione e all'intervento degli agenti della Sezione della Polizia Stradale di Arezzo Battifolle, che hanno intercettato il fuggitivo; si tratta, stando a una prima ricostruzione del suo profilo, di un giovane, classe 2005, con precedenti specifici per spaccio di sostanze stupefacenti.

La dinamica dell'agguato e le prime ricostruzioni

Secondo quanto emerso dalle indagini e dalle testimonianze raccolte sul posto, l'omicidio sarebbe avvenuto intorno alle cinque e mezza del mattino. Kevin Muharremi, che risiedeva a Fucecchio e lavorava in un autolavaggio della zona, si trovava sul sedile del passeggero di un'auto in compagnia del cugino e di un altro amico, rientrando dopo una serata trascorsa in un locale della Valdera. In quel momento, un'altra vettura avrebbe affiancato la loro, e da questa sarebbero partiti almeno tre colpi d'arma da fuoco. Uno dei proiettili ha raggiunto il venticinquenne al collo, una ferita che si è rivelata fatale e per la quale, nonostante il tempestivo intervento dei sanitari del 118, non c'è stato nulla da fare.

Le indagini e il movente

I militari dell'Arma del comando provinciale di Pisa, sin dai primi minuti dopo la sparatoria, hanno lavorato per mettere insieme i frammenti di una notte di violenza. Hanno ascoltato a lungo i due amici che erano in auto con la vittima, ancora in stato di shock, e hanno iniziato a visionare le telecamere di sorveglianza della zona, comprese quelle in grado di leggere le targhe, nella speranza di ottenere elementi utili a ricostruire la traiettoria del killer. Un primo tassello importante riguarda una lite scoppiata poche ore prima in un pub della Valdera, un diverbio che gli investigatori stanno ora cercando di collegare all'esecuzione. L'ipotesi principale, al momento, è che l'agguato possa essere maturato in ambienti legati allo spaccio di droga, visto il profilo del presunto assassino e il contesto in cui la vittima si muoveva, anche se nessuna pista è esclusa e il riserbo degli inquirenti sull'evoluzione delle indagini resta totale.

Il luogo e la reazione

L'omicidio è avvenuto in una strada centrale del piccolo centro residenziale, di fronte a un bar e non lontano dalla sede locale della Misericordia, un luogo che solitamente non conosce episodi di questa efferata violenza. Gli spari hanno squarciato il silenzio dell'alba, svegliando i residenti che hanno poi visto arrivare decine di uomini delle forze dell'ordine e i sanitari. La zona è stata immediatamente isolata con il nastro bianco e rosso per consentire ai carabinieri i rilievi tecnici e la raccolta di qualsiasi elemento, dai bossoli alle tracce lasciate dagli pneumatici, che possa confermare o smentire le prime ricostruzioni fornite dai testimoni oculari.

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