Lorenzo Spasiano ucciso a Napoli, il 21enne incensurato freddato sotto casa a Miano: si cercano movente e killer
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Redazione Interno
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Un colpo di pistola esploso a distanza ravvicinata, nella notte, e una vita spezzata a soli 21 anni. Lorenzo Spasiano, operaio incensurato, è stato ucciso sotto la propria abitazione in via Caprera 14, nel quartiere Miano, alla periferia nord di Napoli. Il giovane è stato raggiunto al torace da un proiettile e, nonostante il trasporto d'urgenza all'ospedale Cardarelli, è deceduto poco dopo il suo arrivo in pronto soccorso.
L'agguato in via Caprera
La tragedia si è consumata nella notte tra lunedì 22 e martedì 23 giugno, quando Lorenzo Spasiano è stato avvicinato da uno sconosciuto che, senza lasciargli scampo, ha fatto fuoco a bruciapelo. Secondo le prime ricostruzioni degli investigatori, il killer ha agito in solitaria e, dopo aver esploso il colpo mortale, si è dato alla fuga facendo perdere le proprie tracce. La vittima, che secondo quanto riportato sarebbe uscita di casa per recarsi al lavoro, non ha avuto alcuna possibilità di difendersi.
Un profilo lontano dalla criminalità
L'elemento che rende l'omicidio ancora più oscuro è la totale assenza di precedenti penali e di legami con la criminalità organizzata da parte del 21enne. Lorenzo Spasiano era un ragazzo comune, con un lavoro da operaio e la passione per i tatuaggi e la musica trap. Sul suo corpo, spiccano due rose speculari sul petto e la scritta Isabel, mentre sulla schiena è incisa una citazione latina attribuita a Giulio Cesare: Veni, vidi, vici.
Questa estraneità agli ambienti malavitosi spinge gli inquirenti a non escludere nessuna pista, concentrandosi anche sull'ipotesi di una vendetta personale legata alla sfera privata del ragazzo.
Le indagini dei carabinieri
Sul posto sono intervenuti i carabinieri del Nucleo Operativo della compagnia Stella, che hanno effettuato tutti i rilievi del caso per ricostruire l'esatta dinamica dell'agguato. La salma è a disposizione dell'autorità giudiziaria, mentre gli investigatori stanno setacciando il quartiere Miano, storica roccaforte del clan Lo Russo, per raccogliere testimonianze e immagini delle telecamere di videosorveglianza che potrebbero aver inquadrato il killer. Al momento, il movente resta un enigma e il cerchio degli indagati si stringe attorno a un assassino solitario ancora in fuga.




