Il Milan e l’incastro Lewandowski: il Barcellona prova a trattenerlo, Zahavi sonda l’Italia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La programmazione del prossimo attacco rossonero, complice la qualificazione alla Champions League ormai a sette punti di distanza con cinque giornate ancora da disputare, si intreccia inevitabilmente con il destino di uno dei centravanti più prolifici dell’ultimo decennio. Robert Lewandowski, nonostante le 37 primavere che si appresta a spegnere ad agosto, resta un obiettivo di mercato concreto per il Milan; la situazione che lo circonda, però, è molto più fluida e articolata di quanto si possa immaginare, perché il Barcellona non ha ancora gettato la spugna per trattenerlo un’altra stagione in Catalogna.

Se da un lato le voci di una partenza imminente si rincorrono da mesi, dall’altro lato i dirigenti blaugrana hanno messo sul tavolo un’ipotesi di rinnovo annuale: un’opzione che, se da un lato comporterebbe un deciso abbassamento dell’ingaggio rispetto ai venti milioni netti attuali, garantirebbe comunque a Hansi Flick una punta di esperienza internazionale. Il polacco, dal canto suo, sta temporeggiando – non ha fretta di sciogliere le riserve – e lascerà che sia il suo agente, Pini Zahavi, a valutare la miriade di offerte che gli sono piovute addosso da ogni latitudine.

La missione italiana di Zahavi tra Juve e Milan

Proprio Zahavi, un super-procuratore le cui visite non sono mai semplici passaggi di cortesia, è atteso in Italia nel corso della settimana. Secondo quanto trapela dalle indiscrezioni di stampa, il suo sarà un tour de force che toccherà le sedi delle due principali pretendenti nostrane: la Juventus, alla ricerca di un bomber per il suo attacco, e lo stesso Milan. L’incontro servirà a tastare il polso reale delle società, a capire se i margini economici per un’operazione così pesante esistono davvero o se si tratti solo di un’illusione di mercato.

Le sue tappe italiane arrivano in un momento decisivo per il calciomercato, quando le strategie estive iniziano a prendere forma. Tuttavia, chi spera in un trasferimento immediato in Serie A farebbe bene a frenare l’entusiasmo: le concorrenti sono agguerrite e provengono da contesti finanziari ben più solidi. Da una parte ci sono le sirene saudite, sempre pronte a scatenare un’asta al rialzo; dall’altra spinge forte la Major League Soccer, con un’offerta che farebbe gola non solo al giocatore, ma anche al suo portafogli.

L’endorsement di Matri e le perplessità dirigenziali

Nel dibattito rossonero è intervenuto anche chi quella maglia l’ha indossata e sa cosa significa guidare l’attacco del Milan. Alessandro Matri, ex centravanti, ha rilasciato una dichiarazione chiara ai microfoni di ‘DAZN’, sostenendo che Lewandowski sarebbe perfetto per lo scacchiere milanista. “Nel nostro campionato fa la differenza Modric, lo abbiamo visto – ha argomentato Matri – e credo che possa farla anche il polacco. È anche quella quota leader che servirebbe al Milan”.

Queste parole, per quanto autorevoli, si scontrano con una realtà dirigenziale meno entusiasta. All’interno della società, infatti, non c’è unanime convinzione sull’opportunità di puntare su un giocatore in età avanzata, anche se dal pedigree indiscutibile. I dubbi, che riguardano principalmente i costi di gestione e l’ammortamento di un investimento simile, sono alimentati dalla necessità di costruire un ciclo più lungo e sostenibile; c’è chi, ai piani alti, preferirebbe profili più giovani o comunque meno onerosi da mantenere.

L’intreccio con Vlahovic e la pazienza del mercato

A complicare ulteriormente il quadro c’è l’effetto domino che il trasferimento di Lewandowski in Italia scatenerebbe inevitabilmente, soprattutto in relazione a Dusan Vlahovic. Se il polacco approdasse a Torino, la Juventus si troverebbe con due prime punte pesanti da gestire; se invece finisse a Milano, i bianconeri avrebbero campo libero per blindare il serbo. Un vero e proprio rompicapo che tiene in equilibrio i destini offensivi di due delle squadre più importanti del campionato.

Per il Milan, al momento, la strategia è quella dell’attesa: osservare se Lewandowski dirà sì o no al rinnovo catalano al ribasso. La suggestione rimane tale, alimentata anche dai gol che il polacco continua a segnare nonostante l’età – diciassette reti stagionali tra campionato e coppe parlano chiaro. Ma la concretezza dell’affare dipenderà esclusivamente dalla volontà del giocatore di rinunciare ai milioni facili di MLS e Arabia Saudita per misurarsi con la tattica italiana, un passo che Zahavi, nei suoi faccia a faccia milanesi, proverà a verificare senza però poter offrire certezze immediate.

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