Napoli, ciclista ucciso in via Vespucci: sparisce il borsello
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Redazione Interno
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Un ciclista è morto in via Vespucci a Napoli dopo lo scontro con uno scooter e, mentre l’uomo si trovava a terra, è sparito anche il suo borsello. La vittima, Umberto Sarnacchiaro, pensionato di 64 anni, viaggiava su una bicicletta a pedalata assistita quando è avvenuto l’impatto con il mezzo sul quale si trovavano due giovani. La caduta sull’asfalto e il violento trauma alla testa gli sono stati fatali. A rendere ancora più doloroso l’accaduto per i familiari è stata la successiva scoperta della scomparsa della tracolla con i suoi effetti personali, per la quale la nipote ha rivolto pubblicamente un appello affinché venga restituita.
Lo scontro con lo scooter e il secondo incidente sulla carreggiata
L’incidente è avvenuto mercoledì 9 settembre, poco dopo le 19.30, a pochi passi dall’ospedale Loreto Mare. Sullo scooter viaggiavano il conducente di 23 anni e un passeggero di 24: dopo lo scontro il motorino è finito contro un mezzo fermo a bordo strada, mentre i due occupanti sono stati ricoverati e le loro condizioni non sono state indicate come gravi. Le cause dell’impatto sono ancora da accertare. Poco dopo, con la Polizia municipale ancora presente nella zona per i rilievi, dall’altra parte della carreggiata si è verificato un secondo incidente, che non ha avuto conseguenze paragonabili al primo.
La nipote Stefania è tornata sul luogo insieme al deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli e ha raccontato che la famiglia si è accorta della sparizione del borsello quando il pensionato era ancora esanime sull’asfalto. Da qui la richiesta di riconsegnare gli oggetti sottratti, un episodio vissuto dai parenti come un’ulteriore ferita dopo la morte. L’uomo era rimasto vedovo da circa un anno e mezzo e viveva solo. I familiari hanno lanciato anche un altro appello: trovare una nuova casa per Puffy, il barboncino bianco che gli teneva compagnia e che ora è rimasto senza il suo padrone.
La morte di Rebecca Pepe e la donazione degli organi
La tragedia si inserisce in giorni segnati da un’altra morte sulle strade cittadine. Rebecca Pepe, 24enne leccese investita in viale Dohrn mentre si trovava in città, è deceduta dopo il ricovero in Rianimazione all’Ospedale del Mare. I genitori, assistiti dall’avvocato Giuseppe Gatti, hanno rispettato la volontà della figlia autorizzando la donazione degli organi. Cuore, fegato, reni e cornee sono stati destinati a cinque persone. Dopo il decesso è stata inoltre disposta l’autopsia, mentre la posizione del giovane alla guida dell’automobile che l’aveva travolta, allontanandosi senza prestare soccorso e presentandosi successivamente alla polizia, si è aggravata fino all’ipotesi di omicidio stradale.
Il presidio per strade più sicure
Le due morti hanno portato a un nuovo presidio dedicato alla sicurezza stradale, organizzato proprio nell’area in cui si è verificato uno degli incidenti. Alla manifestazione hanno partecipato anche la madre, il padre e il fratello della giovane turista pugliese, insieme ai familiari di altre persone morte sulle strade cittadine. La mobilitazione è stata promossa da Napoli Pedala e dal Comitato Napoli Città 30, che chiedono interventi per ridurre i rischi per pedoni e ciclisti, a partire da piste ciclabili protette e zone con limite di velocità fissato a 30 chilometri orari.
Il punto scelto per il flash mob porta con sé anche il ricordo di Valeria Vertaglio, morta nel 2024 a circa un centinaio di metri dal luogo dello scontro dopo avere accompagnato i figli a scuola. Alla protesta era presente anche Amalia Grasso, moglie di Stefano Giannino, travolto in via Don Bosco. Nel capoluogo campano le vittime della strada dall’inizio del 2026 sono arrivate a quattordici, un dato che ha riportato al centro delle richieste delle associazioni la protezione degli utenti più vulnerabili e il rispetto delle regole di circolazione.
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