Trapani, lacrime e rabbia: contro Trento farsa di 4 minuti. Domani arriva l'esclusione
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Redazione Sport
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C’è gente di mezz’età che piange, sulle tribune del PalaShark, in una scena straziante che sintetizza il dramma di un'intera città sportiva. Bambini che singhiozzano abbracciati ai genitori, i quali a loro volta li stringono forte, mentre dalle gradinate si levano grida di rabbia e di sconforto, con qualcuno che urla "Che vergogna". Immagini forti, e per molti versi definitive, hanno chiuso quella che è passata alla cronaca come una partita di basket della durata di quattro minuti e undici secondi, rappresentando una delle pagine più tristi e grottesche non solo per il panorama italiano, ma per l'intero sport europeo. Una farsa, l'ennesima dopo altre recenti, che ha reso plateale un collasso ormai irreversibile, trasformando il parquet in un palcoscenico di desolazione.
Il verdetto atteso a Roma
La parola fine, dopo settimane di caos amministrativo e di rinunce mascherate da infortuni, sembra ormai scritta e in attesa solo della formale pronuncia. Trapani Shark è infatti a un passo dall’esclusione dalla Serie A, con un destino che dovrebbe essere sancito nel pomeriggio presso la sede federale di Roma, dove si terrà l’incontro decisivo tra i massimi vertici. L'obiettivo dichiarato delle istituzioni è quello di ristabilire una credibilità minata alle fondamenta e di sbloccare una situazione che, di fatto, sta falsando l'intera competizione, soprattutto in vista degli imminenti appuntamenti più importanti della stagione. Alcuni, tra i tanti, hanno già abbandonato la nave in un esodo che ha privato la squadra di un organico minimo per scendere in campo, lasciandola in una condizione che la stessa società non ha esitato a definire disumana.
Le accuse della società
In una nota carica di risentimento, il club siciliano ha dipinto un quadro di accusa molto preciso, individuando un unico responsabile al di fuori di se stessa: un sistema che, a suo dire, sarebbe organizzato per gestire regolamenti e procedure a proprio piacimento. "Hanno studiato a tavolino la distruzione della nostra squadra nei minimi dettagli", si legge nel comunicato, che cita esplicitamente gli organi di governo, accusandoli di aver orchestrato una crisi attraverso il blocco del mercato e la fuga pilotata dei giocatori, fino a lasciare la compagine senza allenatore e senza possibilità di reagire. Una posizione che, se da un lato respinge ogni accusa di responsabilità diretta, dall'altro fotografa un conflitto ormai insanabile e giunto al suo epilogo più estremo.
La denuncia del patron e la giustizia ordinaria
Il patron del club, Valerio Antonini, ha di fatto anticipato i provvedimenti che ci si aspetta dall'incontro romano, dichiarando in un'intervista radiofonica che la società verrà "certamente radiata". Tuttavia, ha subito annunciato la volontà di rivolgersi alla giustizia ordinaria per far valere quelle che ritiene essere le proprie ragioni, dopo aver definito "farsa" il percorso nella giustizia sportiva. Una mossa che promette di spostare il contenzioso dal tavolo sportivo a quello civile, prolungando una battaglia che sul campo, ormai, ha già mostrato il suo volto più amaro e definitivo tra il pianto silenzioso delle tribune e il suono surreale della sirena dopo appena quattro minuti di gioco.




