Palladino, primo giorno a Zingonia per il nuovo corso dell'Atalanta
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Redazione Sport
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L’attesa, che aveva preso forma già nelle ultime settimane della scorsa stagione, si è finalmente concretizzata in un pomeriggio di novembre a Zingonia, dove Raffaele Palladino ha firmato il contratto che lo lega all’Atalanta fino al 30 giugno 2027. Definito da molti «il predestinato» per il ruolo che andava a ricoprire, il tecnico napoletano di quarantun anni, indossando un completo blu e una camicia bianca, ha siglato l’accordo alle 14.45 di martedì, alla presenza dell’amministratore delegato Luca Percassi, in un clima di evidente soddisfazione reciproca. La sua gioia, trasmessa anche attraverso uno sguardo sorridente, è stata confermata poche ore più tardi, all’uscita dal centro sportivo, quando si è rivolto ai tifosi con un messaggio semplice e diretto: "Sono felice".
Il contesto di un campionato in corso
Palladino eredita una squadra che, al momento del suo insediamento, occupa la tredicesima posizione in classifica, un dato che riflette le difficoltà emerse nelle ultime, turbolente, giornate. L’esonero di Ivan Juric, conseguente a una serie di risultati deludenti culminati con la sconfitta contro il Sassuolo, ha reso evidente la necessità di una sterzata, considerando che il divario dai primi posti si era ormai allargato a undici lunghezze dalla vetta. Il nuovo allenatore, che si professa appassionato di statistiche e della loro influenza nel calcio moderno, dovrà pertanto imprimere un cambiamento immediato, puntando su un’aggressività organizzata che, senza rinunciare a una certa praticità di gioco, possa includere anche lanci lunghi per spezzare le difese avversarie.
L’inizio di una nuova era tecnica
Quello di Palladino rappresenta il quinto capitolo nella gestione della società guidata dalla famiglia Percassi, un percorso che ha visto, nel tempo, avvicendarsi sulla panchina nerazzurra tecnici come Stefano Colantuono, Edy Reja, Gian Piero Gasperini e lo stesso Juric. Il suo day one, scandito dall’arrivo in tarda mattinata al centro Bortolotti, dai primi contatti con lo staff e dalla firma ufficiale, segna un passaggio delicato e al tempo stesso carico di aspettative. La presentazione ufficiale alla stampa, prevista per il 19 novembre, offrirà l’occasione per delineare più compiutamente i dettagli del suo progetto tecnico, sebbene l’esordio in panchina contro il Napoli costituirà, com’è ovvio, il banco di prova più significativo e osservato.
La sfida immediata di un gruppo incompleto
La particolarità di questo avvio di lavoro risiede nell’assenza, per impegni internazionali, di ben quattordici calciatori, un fatto che costringe il mister a operare con un gruppo notevolmente ridotto per diversi giorni. Questa circostanza, se da un lato rappresenta un ostacolo per la preparazione tattica immediata, dall’altro potrebbe rivelarsi un’opportunità per instillare con maggiore rapidità i principi di gioco che intende perseguire, lavorando in modo più mirato con i pochi elementi a disposizione. Palladino, che da bergamasco doc si diceva entusiasta all’idea di raccontare l’Atalanta già da bambino, si trova dunque a dover gestire una transizione complessa, nella quale l’entusiasmo per l’incarico deve coniugarsi con l’urgenza di risollevare le sorti di una squadra in cerca di identità e risultati.




