Israele annulla lo stato di emergenza bellica mentre Netanyahu prepara l’occupazione totale di Gaza
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Redazione Esteri
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Lo stato di emergenza bellica attivato da Israele dopo gli attacchi del 7 ottobre, che obbligava i soldati a rimanere nelle riserve per ulteriori quattro mesi, è stato revocato. Come riportato da Ynet, l’esercito israeliano (Idf) ha giustificato la decisione citando l’"esaurimento" dei battaglioni, logorati da mesi di operazioni. La notizia arriva dopo che il premier Benjamin Netanyahu avrebbe esercitato pressioni sul Capo di Stato Maggiore Eyal Zamir, in un clima di crescente tensione tra governo e vertici militari.
Nel frattempo, fonti vicine all’ufficio del primo ministro hanno confermato che Israele si prepara a occupare l’intera Striscia di Gaza. "La decisione è stata presa", ha dichiarato una fonte anonima al notiziario più seguito del Paese, trasmesso in prima serata. Secondo quanto riferito, Netanyahu è convinto che Hamas non rilascerà altri ostaggi senza una resa incondizionata, e che l’unica opzione rimasta sia il controllo militare totale del territorio. "Se non agiamo ora, i rapiti moriranno di fame e Gaza resterà in mano ai terroristi", ha aggiunto la stessa fonte.
La mossa, che segnerebbe un ritorno allo status quo precedente al ritiro voluto da Ariel Sharon nel 2005, sembra aver diviso i vertici israeliani. Alcuni esponenti del governo temono le conseguenze di un’occupazione permanente, mentre altri la considerano l’unica via per annientare definitivamente Hamas. Non è chiaro, tuttavia, quale sarà il destino dei circa venti ostaggi ancora nelle mani del gruppo jihadista, la cui liberazione è stata finora subordinata alla distruzione dell’organizzazione.
Fonti di Channel 12 hanno inoltre suggerito che Netanyahu abbia ottenuto il via libera da Donald Trump, il cui sostegno rimane cruciale per Israele. L’ipotesi di un governatorato militare e di nuovi insediamenti ebraici a Gaza, già avanzata nei mesi scorsi, sembra guadagnare terreno, nonostante le critiche internazionali.
Intanto, continuano a emergere testimonianze drammatiche dalla Striscia, dove i civili affrontano una crisi umanitaria senza precedenti. Un video diffuso nei giorni scorsi mostra soldati israeliani che aprono il fuoco su palestinesi in cerca di cibo, mentre una bambina, colta dal panico, fugge tra le macerie. Le immagini, che hanno suscitato indignazione, riaccendono il dibattito sulle condizioni della popolazione, stretta tra la violenza di Hamas e l’offensiva israeliana.




