Dyson entra nell’igiene orale: CameraJet e la scommessa sui denti con telecamera e intelligenza artificiale
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Dyson ha presentato CameraJet, il suo primo spazzolino elettrico, segnando l’ingresso dell’azienda britannica nel mercato dell’igiene orale. Il dispositivo, che costa 479 euro, integra una microcamera da 100.000 pixel nella testina, un algoritmo di machine learning e un sistema di erogazione del collutorio progettato per agire negli spazi interdentali.
La presentazione è avvenuta nell’ambito di Dyson Unveiled, l’evento che l’azienda ha tenuto a Berlino in concomitanza con IFA 2026, dove Jake Dyson ha illustrato una nuova generazione di prodotti accomunati dall’integrazione di sensori, sistemi di visione e software.
Come funziona il sistema di riconoscimento degli spazi tra i denti
Il cuore tecnologico di CameraJet è il sistema che Dyson chiama Gap Optical Targeting. La microcamera con lente macro osserva la superficie dei denti 28 volte al secondo e l’algoritmo, addestrato su 470.000 immagini dentali raccolte durante lo sviluppo, identifica e segue gli spazi tra un dente e l’altro. Quando ne riconosce uno, il dispositivo impiega meno di 100 millisecondi per attivare un getto di collutorio indirizzato verso quella zona specifica.
Il software complessivo dello spazzolino conta 16 milioni di righe di codice, un dato che rende l’idea di quanto lavoro di sviluppo ci sia dietro un’operazione che all’utente appare istantanea.
Il getto stesso è stato oggetto di una riprogettazione. Gli idropulsori tradizionali utilizzano un flusso sottile e concentrato che, secondo i test condotti da Dyson, tende a perforare lo strato di placca senza rimuoverlo completamente. Gli ingegneri dell’azienda hanno quindi sviluppato un getto di forma conica, più largo, pensato per distribuire l’azione su una superficie maggiore e lavorare a una pressione relativamente bassa, con l’obiettivo di risultare più delicato su gengive e smalto.
Per testare l’efficacia di questa soluzione in modo ripetibile, Dyson ha collaborato per cinque anni con la Facoltà di Odontoiatria della National University of Singapore, sviluppando una sostanza artificiale capace di imitare le caratteristiche della placca reale.
Serbatoio, ricarica e testina: le altre soluzioni ingegneristiche
Dentro il manico trova posto un serbatoio da 12,5 millilitri per il collutorio. Per garantire un’erogazione costante anche quando lo spazzolino viene inclinato o utilizzato quasi in orizzontale, come accade quando si raggiungono i denti posteriori, Dyson ha progettato un sistema che l’azienda definisce anti-gravity tank, con una pompa a membrana e una camera di pressione che si adattano durante l’uso per evitare vuoti d’aria e mantenere il flusso regolare. La base di ricarica riempie il serbatoio in circa tre secondi e ricarica contemporaneamente il dispositivo.
La testina combina due tipi di setole: quelle interne, leggermente più rigide, sono destinate alla rimozione delle macchie superficiali, mentre quelle esterne, più morbide, lavorano lungo la linea gengivale. Un sistema di oscillazione sonica ad angolo variabile è progettato per evitare che le setole si blocchino contro la superficie del dente, un fenomeno che Dyson sostiene di avere osservato nei prodotti concorrenti analizzati in laboratorio.
Secondo i test citati dall’azienda, questo sistema rimuove fino al 69 per cento di placca in più nelle aree difficili da raggiungere rispetto ad alcuni spazzolini elettrici premium concorrenti. Ogni testina è dotata di un tag RFID che permette allo spazzolino di riconoscerla, monitorarne l’utilizzo e segnalare quando è il momento di sostituirla.
L’app MyDyson e la gestione delle immagini
CameraJet si collega tramite Wi-Fi e Bluetooth all’app MyDyson, che permette di osservare in tempo reale ciò che la videocamera riprende all’interno della bocca. L’applicazione mostra anche la copertura dello spazzolamento e fornisce indicazioni sulle zone pulite correttamente e su quelle trascurate. Dyson specifica che la camera viene attivata soltanto quando è necessaria per il getto automatico o quando l’utente sceglie la visualizzazione in tempo reale, e che le immagini non vengono registrate né conservate sul dispositivo o nel cloud.
Il contesto: Nurovi e la nuova generazione Dyson
L’ingresso nel mercato dell’oral care non è l’unica novità presentata a Berlino. Dyson ha anche introdotto la gamma di robot aspirapolvere Nurovi, che combina visione artificiale, luce UV e illuminazione laser per riconoscere quasi 200 tipi di sostanze e oggetti domestici. Il modello R3 Nurovi Spot+Scrub UV utilizza un rullo in microfibra alimentato da acqua pulita a 70 gradi erogata attraverso 12 punti di idratazione, mentre il sistema Twin-capture dei modelli R2 e R1 separa i detriti fini da quelli grossolani per massimizzare l’efficienza di pulizia.
La presentazione ha incluso anche i purificatori della serie HushJet, che utilizzano un ugello ispirato all’aeronautica per controllare flusso d’aria e turbolenze acustiche.
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