Meta fa retromarcia su Horizon Worlds, il supporto vr non verrà interrotto

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Doveva essere una chiusura definitiva, un altro tassello che si staccava dal grande mosaico del metaverso disegnato da Mark Zuckerberg; e invece, a distanza di poche ore dall’annuncio, Meta ha deciso di cambiare improvvisamente programma. Andrew Bosworth, chief technology officer dell’azienda, ha comunicato tramite un post su Instagram che la piattaforma Horizon Worlds continuerà a essere supportata in realtà virtuale, seppur in forma ridotta. L’informazione arriva a sorpresa, considerando che soltanto il giorno prima – era il 18 marzo – la società aveva ufficializzato l’intenzione di ritirare il supporto per i visori Quest a partire dal 15 giugno prossimo. Un dietrofront che racconta, più di tante dichiarazioni ufficiali, la complessità di una transizione tecnologica e commerciale lungi dall’essere lineare.

La retromarcia improvvisa e il ruolo della base di utenti

Bosworth, rispondendo a una sessione di domande e risposte, ha voluto precisare i termini della nuova decisione: “Abbiamo appena deciso, proprio oggi in realtà, che continueremo a far funzionare Horizon Worlds in VR, unicamente per i giochi già disponibili”. Una precisazione, quest’ultima, che rivela il tentativo di contenere la portata dell’operazione senza però cancellare del tutto un servizio che aveva trovato, suo malgrado, un nucleo di appassionati. La reazione degli utenti alla notizia della dismissione era stata infatti immediata: molti avevano espresso dispiacere e frustrazione per l’abbandono di una piattaforma su cui avevano investito tempo, e in alcuni casi risorse economiche. E così, quella che doveva essere una dismissione netta si è trasformata in una marcia indietro calibrata, con Meta che prova a salvare il salvabile senza rinunciare del tutto a una fetta di pubblico rimasta fedele.

Il peso economico di una scommessa mancata

Sarebbe riduttivo, però, leggere questa vicenda solo come un cedimento alle pressioni della propria base di utenti. La decisione di mantenere in vita Horizon Worlds in VR arriva sullo sfondo di investimenti colossali che hanno segnato la storia recente dell’azienda. Dal lancio della strategia sul metaverso, Meta ha bruciato circa 80 miliardi di dollari in progetti legati agli universi virtuali, una cifra che pochi colossi tecnologici potrebbero permettersi senza subire scossoni. La retromarcia su Horizon Worlds diventa così anche il sintomo di una riflessione interna più ampia: il futuro del progetto, così come era stato immaginato agli inizi, non sembra più passare esclusivamente – o nemmeno prevalentemente – attraverso l’esperienza immersiva dei visori. L’azienda, insomma, non abbandona l’idea, ma la ridimensiona, spostando probabilmente l’attenzione verso altre declinazioni tecnologiche meno costose e più rapidamente scalabili.

Tra critiche e un’eredità controversa

Le reazioni al fallimento – parziale o totale che sia – della strategia sui mondi virtuali non si contano. Da quando Mark Zuckerberg annunciò con enfasi il cambio di rotta di Facebook verso il metaverso, le critiche non sono mai mancate. C’è chi ha ironizzato sulla scelta di investire risorse smisurate in una tecnologia ancora acerba, e chi invece ha sottolineato come la visione di fondo – quella di costruire una piattaforma destinata a restare nella storia, con un impatto epocale – fosse in sé ambiziosa. Il paradosso, in questa fase, è che mentre tutti deridono la scommessa perduta, pochi ricordano il contesto in cui quella scelta maturò: un momento di profonda incertezza per il modello di business basato sulla pubblicità, con la necessità di individuare una nuova frontiera tecnologica che garantisse all’azienda un ruolo centrale nel prossimo decennio. Ma le intenzioni, si sa, contano fino a un certo punto quando a parlare sono i bilanci e le priorità degli azionisti.

Un passo indietro che non cancella il futuro dei visori

Con questa nuova decisione, Meta non spegne del tutto la luce su Horizon Worlds, ma la abbassa. La versione VR continuerà a esistere, ma solo per i giochi già disponibili, un perimetro funzionale che ridimensiona di fatto l’ambizione originaria di un ecosistema immersivo totale. Per gli utenti dei visori Quest, la notizia rappresenta almeno una tregua: non si troveranno davanti a un’interruzione dei servizi tra pochi mesi, ma potranno continuare a utilizzare quanto già acquistato. Resta però l’impressione di un’azienda che, pur di non perdere del tutto il contatto con la propria utenza più fedele, è disposta a rivedere piani che fino a poche ore prima erano dati per definitivi. E mentre Trump siede nuovamente alla Casa Bianca, con tutto ciò che questo comporta in termini di regolamentazione e politica tecnologica, la Silicon Valley osserva e valuta. Ma qui, per ora, si parla solo di una piattaforma che non muore, ma che certamente non vive più come doveva.

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