Bagarre alla Camera sull'educazione sessuale, Valditara accusa l'opposizione

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Un aspro botta e risposta ha infiammato l'Aula di Montecitorio, trasformando la discussione sugli emendamenti al disegno di legge sul consenso informato in uno scontro frontale tra il ministro dell'Istruzione e le opposizioni. Giuseppe Valditara, prendendo la parola, ha immediatamente contestato le ricostruzioni delle forze politiche avversarie, definendole in larga parte non corrispondenti al vero e frutto di una lettura distorta del provvedimento in esame. Secondo il ministro, che ha mostrato un evidente disappunto, è stato affermato, senza alcun fondamento, che la normativa avrebbe come obiettivo quello di impedire l'educazione sessuale nelle scuole, di ostacolare l'informazione sui rischi delle malattie sessualmente trasmesse e, in ultima analisi, di negare spazio all'educazione affettiva.

Il cuore dello scontro politico

La disputa, che affonda le sue radici nelle scaramucce verbali dei giorni precedenti, si è concentrata sulla sostanza del ddl, il quale introduce l'obbligo di un consenso informato preventivo da parte dei genitori, o degli studenti stessi se maggiorenni, per la partecipazione ad attività scolastiche che trattino tematiche inerenti alla sfera della sessualità. La legge, disciplinando anche le modalità per il coinvolgimento di soggetti esterni in tali percorsi, è divenuta il perno di una contesa ideologica, con l'opposizione che vi legge una volontà di limitare la libertà di educazione e di mettere barriere alla prevenzione.

L'accusa di strumentalizzazione

È stato però il tono del ministro a innalzare ulteriormente la temperatura dell'assemblea, quando ha espresso la sua indignazione per un'accusa specifica. "Sono indignato che abbiate detto che questa legge impedisca la lotta contro i femminicidi, vergognatevi, tutto questo non c'è in questa legge", ha dichiarato Valditara, con parole che hanno suscitato reazioni immediate e plateali. Diversi deputati dell'opposizione, infatti, hanno lasciato i propri banchi per protesta, giudicando quelle espressioni un'offesa non solo personale ma rivolta all'intero Parlamento, in un clima di tensione che ha reso difficile, per alcuni momenti, il proseguio dei lavori.

Le conseguenze immediate in Aula

Di fronte alla bagarre scatenata dalle sue stesse dichiarazioni, il titolare del dicastero di viale Trastevere ha tentato, in un secondo momento, di smussare i toni, affermando: "Mi spiace se qualcuno di voi si è sentito offeso". Una parziale marcia indietro, questa, che non è tuttavia bastata a ricomporre il clima teso, lasciando intendere come il confronto sul provvedimento, al di là delle questioni procedurali, sia destinato a rimanere segnato da una profonda divergenza di visioni sulla scuola e sul ruolo delle famiglie in un ambito delicato come quello dell'istruzione ai sentimenti e alla sessualità.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.