Lautaro e il sogno nerazzurro: la finale che può consegnarlo alla storia
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Redazione Sport
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Gli occhi di Lautaro Martinez, cattivi e accesi, tradiscono una determinazione che pochi sanno mantenere intatta sotto i riflettori. Seduto in conferenza stampa, l’argentino – soprannominato Toro non a caso – evita ogni fronzolo, parla di gol e di squadra, di quella Champions League che manca all’Inter dal 2010 e che, se vinta, potrebbe trasformarlo nel nuovo volto del calcio mondiale. Perché, come scrive il Corriere dello Sport, sollevare la coppa dalle grandi orecchie lo lancerebbe direttamente nella corsa al Pallone d’Oro, traguardo che nessun nerazzurro raggiunge da Lothar Matthäus nel 1991.
Con 9 reti in questa edizione di Champions, Lautaro è a un passo dalla doppia cifra, obiettivo che potrebbe centrare stasera contro il Psg all’Allianz Arena. Un’occasione unica, non solo per chiudere una stagione già ottima – l’Inter ha dominato in campionato – ma per scrivere il proprio nome accanto a quello di Diego Milito, l’altro argentino che nel 2010 trascinò i nerazzurri al triplete. «Sono orgoglioso di questa squadra, ci siamo meritati il rispetto di tutti», ha detto il capitano in un’intervista esclusiva per il Matchday Programme, di solito riservato alle partite casalinghe. Un’eccezione che la dice lunga sull’importanza della serata.




