Sulla pista di Barcellona la Mercedes macina giri, mentre in Ferrari testano l'ala a metà
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Redazione Sport
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La terza mattinata di shakedown pre-stagionale a Montmeló, dopo le timide uscite dei giorni scorsi, ha finalmente visto un'attività più intensa, con sei costruttori che hanno scelto di bruciare una delle tre preziose giornate a disposizione sul catalano Circuit de Barcelona-Catalunya. L'obiettivo, del resto, è chiaro per tutti: affinare le monoposto, ancora grezze, in vista dei test veri e propri che si terranno a Sakhir, in Bahrain, a febbraio. In questa sorta di riscaldamento generale, mentre Ferrari e Red Bull hanno preferito mantenere un riserbo operativo, è stata la Mercedes a distinguersi per volume di lavoro, accumulando un numero significativo di giri nell'arco della sessione e facendo registrare, al netto dei tempi non sempre rappresentativi in questa fase, anche la velocità di riferimento.
I tempi e le bandiere rosse
Sul fronte dei cronometri, il miglior tempo assoluto è stato appannaggio di Franco Colapinto, il quale, al volante dell'Alpine, ha fermato i display sul 1'19"150. Una prestazione che, seppur degna di nota, va inquadrata in una sessione dedicata principalmente alla raccolta dati e alla verifica dell'affidabilità delle vetture, aspetto divenuto cruciale dopo le modifiche al regolamento tecnico. La mattinata, comunque, non è trascorsa senza intoppi: alcune bandiere rosse hanno interrotto le procedure, coinvolgendo in particolare l'Audi e la Haas, segno che il lavoro di messa a punto è ancora in una fase delicata e costellata di aggiustamenti.
Il debutto della McLaren e il test Ferrari
C'era molta attesa, poi, per il debutto assoluto della McLaren campione del mondo, scesa in pista con una MCL40 dalla livrea prevalentemente nera, in attesa della presentazione ufficiale prevista per il 9 febbraio. Lando Norris, pilota iridato, ha compiuto i primi giri di rodaggio, iniziando così il percorso di familiarizzazione con la vettura che dovrà difendere il titolo. Parallelamente, sebbene la Ferrari non abanza girato in questa specifica sessione mattutina, ha sfruttato le giornate catalane per condurre un test tecnologico molto specifico, come dimostrato da alcune immagini video.
Il segreto dell'aerodinamica "a metà"
Quel filmato, infatti, mostra chiaramente Charles Leclerc impegnato sul rettilineo principale con una configurazione aerodinamica particolare, definibile come "attiva ma dimezzata". In pratica, il sistema apre solo l'ala anteriore, mantenendo quella posteriore in posizione chiusa. Si tratta di una soluzione intermedia, studiata appositamente per le condizioni di pista bagnata: aprire entrambe le ali, come si farebbe sull'asciutto, introdurrebbe un carico aerodinamico eccessivo e pericoloso in caso di aquaplaning, mentre affrontare i rettilinei a ali completamente chiuse genererebbe un drag troppo elevato e, sopratutto, un consumo eccessivo del fondo e del *plank*, la lamina di legno sottostante la cui usura è rigidamente regolamentata. Questa via di mezzo rappresenta quindi un tentativo ingegneristico di trovare un compromesso sicuro ed efficiente per le gare sotto la pioggia, dimostrando come anche nei test più informali la ricerca della performance passi attraverso sofisticati dettagli tecnici.




