Kenya, migliorano le condizioni dei feriti italiani. Si attende il rimpatrio delle salme
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Redazione Interno
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Le condizioni dei tre turisti italiani rimasti feriti nell’incidente stradale avvenuto lunedì a Diani, in Kenya, mostrano segni di miglioramento. Tra loro c’è anche una ragazza minorenne, figlia di uno dei feriti, che viaggiava insieme alle due vittime, Michele Curcio, 39 anni, e Karen Demozzi, 52 anni, deceduti nello schianto. L’incidente, avvenuto lungo una strada nei pressi della rinomata località turistica di Diani Beach, a sud di Mombasa, sarebbe stato causato da un sorpasso azzardato di un camion che, tentando di superare il pulmino su cui viaggiavano i turisti, avrebbe provocato la perdita di controllo del mezzo, ribaltandolo.
Karen Demozzi, imprenditrice e madre originaria di Albiano, in Trentino, era in vacanza con l’amica Renata Fortarel, con cui aveva condiviso gli anni del liceo scientifico Da Vinci di Trento e numerosi viaggi. Fortarel, che si trovava a bordo del pulmino insieme agli altri, sta mostrando un miglioramento delle sue condizioni, così come gli altri due feriti. La tragedia ha colpito profondamente la piccola comunità di Albiano, dove Karen era conosciuta e stimata.
Anche Michele Curcio, milanese residente nella zona di San Siro, era in Kenya per una vacanza in uno dei resort più esclusivi di Diani Beach, località celebre per le sue spiagge bianche e il mare cristallino. Curcio, che avrebbe compiuto 40 anni a maggio, era partito per quella che doveva essere un’esperienza rilassante, lontana dalla routine quotidiana.
Intanto, tra i ricordi e le testimonianze che emergono, c’è quella di Violetta, amica di Karen, reduce da un viaggio in Vietnam. «Karen doveva partire con noi per il Vietnam, ma per questioni logistiche non è venuta», racconta. «Ricordo ancora le sue parole: “Che bello, se me lo dicevate prima prenotavo anche io il biglietto”. Purtroppo, non c’era più posto. Chissà, magari non avrebbe scelto l’avventura in Kenya e sarebbe andata diversamente».
Le autorità locali stanno indagando sulle dinamiche dell’incidente, mentre si attende il rimpatrio delle salme delle vittime. I familiari, già informati, stanno affrontando il difficile iter burocratico per il rientro in Italia. Intanto, i feriti, ancora sotto osservazione medica, potrebbero essere trasferiti in strutture più attrezzate, anche se al momento non è stata presa una decisione definitiva.




