Rivoluzione scientifica: microplastiche nelle arterie raddoppiano il rischio di infarto e ictus
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Redazione Salute
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Un recente studio italiano ha rivelato un impatto preoccupante delle microplastiche sul nostro organismo. La ricerca, definita "rivoluzionaria", ha scoperto che la presenza di queste sostanze nelle placche delle arterie può più che raddoppiare il rischio di infarto e ictus.
Dettagli dello studio
Il lavoro è stato realizzato dall’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, in collaborazione con l’IRCSS Multimedica di Milano e l’Harvard Medical School di Boston. Per la prima volta, nei laboratori di Torrette, è stata individuata la presenza di micro e nano-plastiche nelle placche aterosclerotiche umane.
Risultati e implicazioni
Queste scoperte indicano un aumento del rischio di infarto e ictus. La paternità dello studio, pubblicato su “The New England Journal of Medicine”, è dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” in collaborazione con l'Harvard Medical School di Boston, l’Ircss Multimedica Milano, le università Politecnica, Sapienza e Salerno, e I'Ircss Inrca del capoluogo marchigiano.
Rivoluzione nella ricerca scientifica
Questa scoperta rivoluzionaria ha portato le Università Politecnica delle Marche e Inrca al top della ricerca scientifica, rivoluzionando le applicazioni sanitarie. Per la prima volta sono state identificate microplastiche nelle placche delle arterie umane, un fattore in grado di raddoppiare il rischio di infarto e ictus. Lo studio è stato coordinato dal prof Giuseppe Paolisso dell’Università della Campania ‘Luigi Vanvitelli’.
Questi risultati sottolineano l'importanza di affrontare il problema delle microplastiche e di comprendere meglio il loro impatto sulla salute umana. La ricerca continua per esplorare ulteriormente queste scoperte e per sviluppare strategie efficaci per mitigare i rischi associati alla presenza di microplastiche nel nostro ambiente.




