Le borse europee perdono 269 miliardi dopo l’annuncio dei dazi di Trump, mentre l’Ue attende invano le esenzioni
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Redazione Economia
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L’ordine esecutivo firmato da Donald Trump, che impone dazi tra il 10% e il 41% su circa 70 partner commerciali, ha scatenato un’ondata di vendite nei mercati globali, trascinando le borse europee in territorio negativo. A pesare, oltre alle misure protezionistiche, sono stati anche i dati macroeconomici statunitensi, che hanno deluso le attese degli investitori. In poche ore, la capitalizzazione dei listini del Vecchio Continente è evaporata di 269 miliardi di euro, con Parigi e Milano tra le piazze più colpite.
Nonostante le rassicurazioni iniziali da parte di Washington, l’Unione Europea non ha ancora ottenuto le esenzioni promesse, in particolare per settori cruciali come l’automotive e l’aeronautica civile. Bruxelles, che aveva sperato in una riduzione delle sovrattasse, si trova ora a dover gestire le conseguenze di una guerra commerciale che rischia di frenare la già fragile ripresa economica. «Le aziende dovrebbero utilizzare gli utili accumulati negli ultimi mesi per resistere all’impatto», ha osservato Simone Ragazzi, portfolio manager di Algebris Investments, sottolineando come i profitti societari abbiano finora sostenuto i mercati.
Oltreoceano, Wall Street ha reagito con altrettanta nervosismo, spinta al ribasso non solo dai dazi ma anche dai numeri del mercato del lavoro, che hanno alimentato timori su un possibile rallentamento dell’economia. L’annuncio di Trump, arrivato a poche ore dalla scadenza prevista per l’entrata in vigore delle nuove tariffe, è stato giustificato con la necessità di concedere più tempo alle dogane, anche se molti analisti interpretano lo slittamento come un tentativo di negoziare ulteriori concessioni.




