Londra, l'ex dj che ha truffato il mondo dell'aviazione condannato a 4 anni e 8 mesi di carcere
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Redazione Economia
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La costruzione meticolosa di una realtà parallela, un’impalcatura di carta e pixel destinata a infrangersi contro un bullone fuori posto. È cominciata con una ricerca su Google, una domanda ingenua e al contempo folle digitata da un uomo nella sua camera da letto alle porte di Londra: “Quando modifichi un pdf puoi nascondere che è stato cambiato?”. Quel trentacinquenne con un passato da dj, Jose Alejandro Zamora Yrala, aveva appena ricevuto da un contatto in TAP Air Portugal 140 certificati di aeronavigabilità autentici, e nella sua testa l’idea stava prendendo forma -4. Da quel momento, per cinque lunghi anni, l’ex musicista venezuelano ha diretto una delle frodi più pericolose mai viste nel settore aeronautico, un ingranaggio di falsificazioni che ha messo a rischio la sicurezza di voli civili in tutto il mondo e che si è concluso con una condanna a quattro anni e otto mesi di reclusione da parte di un tribunale di Southwark, a Londra -1-5.
L'impero costruito su dipendenti fantasma e pdf taroccati
Zamora Yrala, attraverso la sua società Aog Technics Ltd, ha venduto oltre 60mila componenti per motori di aerei, in particolare per i diffusissimi Cfm56 che equipaggiano gli Airbus A320 e i Boeing 737, intascando circa 7 milioni di sterline -4-7. L’operazione, però, non era che una colossale messinscena. Per dare credibilità al suo business, l’uomo aveva popolato LinkedIn di profili fasulli di manager e responsabili qualità, le cui foto erano state acquistate da banche dati di immagini stock; i dipendenti reali, stando a quanto emerso in aula, si limitavano alla moglie, al fratello di lei e alla tata di famiglia -1-4. La parte più sofisticata dell’inganno risiedeva nei documenti: utilizzando il computer di casa, l’ex dj alterava i certificati autentici che gli erano stati forniti, modificando dettagli e timbri per farli apparire originali, arrivando a coinvolgere anche un graphic designer per la creazione di nuovi falsi quasi perfetti, talvolta intestati a fornitori ufficiali come Safran, i quali naturalmente non avevano mai avuto rapporti con lui -5-9.
Un bullone fuori posto e l’innesco delle indagini
La facciata è crollata nella primavera del 2023, quando un particolare insignificante, un bullone, non ha trovato posto nell’incastro di un motore durante i lavori di manutenzione su un aereo della compagnia portoghese TAP -1-8. I tecnici, insospettiti dalle condizioni del pezzo che, sebbene dichiarato nuovo, mostrava evidenti tracce di usura, hanno rifiutato la sostituzione offerta da Zamora Yrala e hanno allertato Safran, il produttore -4-10. La risposta del colosso francese è stata lapidaria: quei fogli, quelle firme, non erano mai stati emessi dai loro uffici. Lo scandalo ha assunto immediatamente dimensioni globali: le autorità dell’aviazione civile di Regno Unito, Stati Uniti e Unione Europea hanno diramato allerte di sicurezza, costringendo decine di vettori in tutto il mondo a mettere a terra i propri velivoli per ispezionare i motori e rimuovere i componenti sospetti, con un danno economico quantificato in circa 40 milioni di sterline solo per le perdite dichiarate -2-6.
Le conseguenze finanziarie e il monito del giudice
Tra i colossi del cielo finiti nella rete, pur senza aver acquistato direttamente da Aog Technics, c’è American Airlines, che ha dovuto sostenere costi per oltre 21 milioni di sterline per intervenire su 28 motori risultati contaminati da componenti non conformi -1-9. Ethiopian Airlines, al contrario, aveva acquistato direttamente migliaia di pezzi per un valore di 1,1 milioni di sterline, ritrovandosi con pale di turbina, guarnizioni e rondelle di dubbia provenienza -9. Il giudice Simon Picken, nel pronunciare la sentenza, ha parlato di uno “scardinamento pressoché totale” del sistema normativo pensato per tutelare l’incolumità di milioni di passeggeri, definendo la condotta dell’imputato “sconsiderata e assolutamente imperdonabile” -5-9. A Zamora Yrala, che si era dichiarato colpevole già a dicembre, non è stata inflitta solo la pena detentiva: i giudici gli hanno anche interdetto dalla carica di amministratore di società per otto anni, e nei prossimi mesi dovrà affrontare un procedimento finalizzato alla confisca dei beni accumulati illegalmente -5-9.




