Ozzy Osbourne, si indaga sull’ipotesi di eutanasia mentre Birmingham lo saluta per l’ultima volta

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Mentre migliaia di persone affollavano le strade di Birmingham per rendere omaggio a Ozzy Osbourne, scomparso il 22 luglio a 76 anni, un’ipotesi inquietante ha cominciato a circolare tra i media internazionali. Secondo Ken Paisli, giornalista e autore neozelandese, la morte del frontman dei Black Sabbath potrebbe non essere stata naturale. Nel libro Ozzy la storia, la cui edizione aggiornata uscirà il 6 agosto, Paisli avanza l’idea che il cantante abbia scelto il suicidio assistito, citando alcune dichiarazioni passate in cui Osbourne aveva espresso posizioni favorevoli all’eutanasia.

Il corteo funebre, che ha attraversato i luoghi simbolo della vita del musicista, tra cui il Black Sabbath Bridge, è stato un’onda di affetto e nostalgia. Tra la folla, accorsa per un ultimo saluto, c’era chi brandiva copie dei suoi dischi storici e chi intonava i riff più celebri. La cerimonia privata, svoltasi in seguito, ha riunito la famiglia: la moglie Sharon, figura chiave nella sua carriera, e i figli Aimee, Jack e Kelly, insieme al primogenito Louis.

Osbourne, che pochi giorni prima della morte aveva suonato con i Black Sabbath in un concerto-tributo a Birmingham, lascia un vuoto nel mondo del rock. La sua eredità, però, è già scolpita nella storia della musica, come dimostrano le band che gli hanno reso omaggio sul palco e quelle che, oggi, continuano a ispirarsi al suo sound rivoluzionario.

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