Ozzy Osbourne e il mistero della fine: il biografo parla di suicidio assistito
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
A pochi giorni dall’annuncio della morte di Ozzy Osbourne, avvenuta il 22 luglio in circostanze presentate come naturali, una rivelazione scuote l’opinione pubblica. Ken Paisli, biografo del cantante, sostiene che il frontman dei Black Sabbath avrebbe optato per il suicidio assistito. La tesi, se confermata, ridisegnerebbe gli ultimi momenti di una leggenda del rock già segnata da anni di problemi di salute.
Mercoledì 30 luglio, Birmingham si prepara a rendere omaggio al suo "principe delle tenebre" con un corteo pubblico che, partendo da Broad Street, raggiungerà il Black Sabbath Bridge, luogo simbolo della band che ha rivoluzionato l’heavy metal. Il funerale, però, sarà privato, alimentando ulteriori interrogativi su quanto accaduto. Paisli, nel libro Ozzy – La storia, in uscita il 6 agosto, cita «prove» non ancora rese pubbliche, insistendo sul fatto che il cantante, reduce da un ultimo concerto e da una lunga battaglia contro il Parkinson, avrebbe scelto di porre fine alle sue sofferenze in modo programmato.
La famiglia, che inizialmente aveva parlato di una «morte serena», non ha ancora replicato alle accuse. Intanto, il biografo sottolinea come alcune decisioni prese negli ultimi mesi – tra cui l’addio alle scene e il rifiuto di ulteriori cure – possano essere lette come indizi di una volontà precisa. Quella che doveva essere una commemorazione si trasforma così in un caso destinato a riaccendere il dibattito sull’eutanasia, tema già divisivo nel mondo dello spettacolo.




