Magistrati italiani in mobilitazione contro la riforma della giustizia
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Redazione Interno
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La separazione delle carriere di pm e di giudici non deve essere realizzata. Questo è il messaggio forte e chiaro che emerge dalla recente mobilitazione dei magistrati italiani contro la riforma del governo Meloni. La riforma, secondo i magistrati, rappresenta la fine della democratica separazione dei poteri.
Una posizione unanime
In un evento raro, un documento è stato votato all'unanimità al Comitato Direttivo Centrale (Cdc) dell'Associazione Nazionale Magistrati (Anm). I magistrati esprimono un parere fortemente contrario alla riforma. Secondo un giovane magistrato siciliano, se questa riforma passa, "cessa di esistere" la magistratura come concepita "dai nostri padri costituenti" che hanno pensato a "pesi e contrappesi".
Manifestazione e mobilitazione nazionale
L'Anm ha annunciato una manifestazione nazionale e, se necessario, uno sciopero di più giorni contro la riforma sulla separazione delle carriere. Questi sono due dei temi più significativi emersi dalla recente mobilitazione.
Pronti allo sciopero
L'Anm è pronta a indire una o più giornate di sciopero contro la riforma costituzionale della giustizia. Questa decisione è stata presa in un documento comune, approvato all'unanimità e per acclamazione al termine del comitato direttivo centrale. L'evento ha visto la partecipazione di rappresentanti delle magistrature contabile, amministrativa e militare e dei rappresentanti di alcune giunte di sezione.
Pericoli della riforma
I magistrati sostengono che la riforma riduce le garanzie e i diritti di libertà dei cittadini. L'obiettivo del documento approvato è quello di "sensibilizzare l'opinione pubblica sui pericoli della riforma".




