Steam Machine, dalla crisi delle memorie alla coda di prenotazione: i quattro modelli nel codice di Valve

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   L’analisi del codice sorgente spulciato nell’ultimo aggiornamento della piattaforma, un lavoro certosino portato avanti dagli smanettoni di SteamTracker e raccolto da alcuni utenti su Reddit, ha restituito indizi piuttosto concreti riguardo le strategie di vendita che Valve adotterà per la sua prossima incarnazione hardware. Emerge con una certa chiarezza, infatti, la volontà di affidarsi a un sistema di prenotazione controllato, sostanzialmente una coda virtuale, per gestire l’uscita della nuova Steam Machine; una scelta, questa, che arriva dopo il nulla di fatto che ha caratterizzato il lancio dello Steam Controller, finito letteralmente nel mirino dei bagarini. Andato esaurito in pochi minuti senza alcun meccanismo a tutela degli acquirenti effettivi – quelli che intendono usare il dispositivo e non rivenderlo a caro prezzo su eBay – il controller ha messo in luce la necessità di un argine più solido, che ora sembra pronto a debuttare insieme ai nuovi hardware.

Quattro configurazioni tra i file e il peso delle spedizioni

Nell’architettura informatica dell’update sono stati individuati riferimenti a quattro pacchetti distinti dedicati alla Steam Machine, ai quali si aggiungono due varianti per lo Steam Frame, senza contare i bundle che molto probabilmente includeranno lo Steam Controller come corredo. Questa diversificazione suggerisce un’offerta ben più ampia delle semplici voci relative agli storage da 512 Gigabyte e 2 Terabyte che già circolavano nelle indiscrezioni precedenti; le restanti due configurazioni potrebbero rappresentare un modello intermedio da un Terabyte o, come ipotizzato da molti osservatori, delle edizioni speciali in bundle con il controller stesso. A corroborare l’ipotesi di un’uscita imminente, poi, ci sono i numeri relativi alle spedizioni: tra la fine di aprile e l’inizio di maggio, Valve ha fatto arrivare negli Stati Uniti circa cinquanta tonnellate di materiale classificato genericamente come "console da gioco", un movimento logistico che si somma ai carichi già osservati nelle settimane precedenti e che ha fatto scattare l’allarme tra gli analisti del settore.

La lezione (cara) del passato e lo spettro dei bagarini

Il sistema di code, va detto, non è una novità assoluta per l’azienda di Gabe Newell: lo si è già visto funzionare (seppur con diversi intoppi) durante le prime fasi di vendita dello Steam Deck. Tuttavia, l’abbandono della vendita libera per lo Steam Controller ha rappresentato una doccia fredda tale da richiedere una contromossa drastica, e la traccia lasciata nel codice dell’aggiornamento di giovedì scorso dimostra che il meccanismo è ormai pronto per essere esteso anche ai fratelli maggiori. Per accedere alla coda, con ogni probabilità, verranno applicate le stesse restrizioni viste per il controller: un account in regola, una cronologia acquisti antecedente a una certa data (il 27 aprile è stato il cut-off per il mando) e un limite di un pezzo per cliente, così da disincentivare i bot e i rivenditori che trasformano i lanci in speculazioni. L’obiettivo dichiarato, insomma, è proteggere l’utente finale da quelle dinamiche di mercato parallelo che tanto male fanno all’immagine di un prodotto.

La produzione rallentata e l’incognita dei prezzi

Nonostante l’ottimismo dei segnali, non si può ignorare il contesto industriale complesso in cui questo lancio sta maturando. La crisi delle memorie – con i prezzi dei componenti schizzati alle stelle per via di una domanda trainata dall’intelligenza artificiale a scapito del comparto consumer – ha costretto Valve a rivedere i piani. L’aumento dei costi e la difficoltà nel reperire le materie prime hanno inevitabilmente rallentato lo sviluppo e la produzione della console, creando un contrasto stridente tra la frenesia delle spedizioni rilevate nei porti americani e il silenzio tombale che ancora avvolge la data di uscita ufficiale e il listino prezzi. Gli esperti del settore suggeriscono che Valve potrebbe addirittura decidere di vendere la macchina in perdita, almeno inizialmente, per assorbire i rincari e rendersi concorrenziale sul mercato, ma si tratta di valutazioni interne su cui l’azienda non si è ancora espressa. Per ora, l’unica certezza è che il sistema di prenotazione a coda rappresenta la risposta più razionale a un ecosistema di vendita che, altrimenti, finirebbe preda della speculazione prima ancora di decollare veramente.

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