La tariffa puntuale dei rifiuti si allarga: a Sasso Marconi e Castelnuovo Rangone si paga per ciò che non si ricicla

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La gestione dei rifiuti in Emilia Romagna sta vivendo una fase di profonda trasformazione, la quale, estendendo un modello già consolidato in numerosi comuni, punta a legare in maniera diretta il costo della bolletta ai comportamenti concreti dei cittadini. Da gennaio, infatti, il sistema della cosiddetta tariffa puntuale, o Tarip, coinvolgerà anche i residenti di Sasso Marconi, mentre a partire dal 2026 toccherà a Castelnuovo Rangone abbandonare la tradizionale Tari. Si tratta di una svolta significativa, che rientra a pieno Titolo nelle strategie delineate dal Piano regionale dei rifiuti per incrementare ulteriormente le già elevate percentuali di raccolta differenziata, premiando fiscalmente le condotte virtuose.

Il meccanismo del "chi inquina paga"

Nel dettaglio operativo, come chiarito dal gestore del servizio, l’importo della nuova tariffa corrispettiva puntuale per le utenze domestiche non sarà più un semplice forfait; esso verrà calcolato, piuttosto, considerando una serie di parametri che includono la superficie dell’immobile e il numero degli occupanti, ai quali si aggiungerà il dato centrale, ovvero la quantità effettiva di rifiuti indifferenziabili conferiti nell’arco dell’anno. Un meccanismo analogo, del resto, sarà applicato anche alle attività economiche, segnando il passaggio definitivo da un sistema basato su mere stime a uno che applica concretamente il principio “chi più butta, più paga”. In questo modo, viene naturale sottolinearlo, viene premiato chi differenzia il più possibile e riduce al minimo lo scarto non riciclabile.

Un percorso graduale per migliorare i risultati

Per il territorio di Castelnuovo Rangone e della frazione di Montale, l’introduzione della tariffa puntuale rappresenta un ulteriore passo in avanti in un cammino intrapreso da tempo, come spiegato dall’amministrazione comunale. Il passaggio al sistema di raccolta “porta a porta”, avvenuto nel 2024, ha infatti preparato il terreno per questa innovazione tariffaria, creando le condizioni operative per misurare con precisione i conferimenti. La Tarip, dunque, non è presentata come una semplice variazione contabile, bensì come l’evoluzione logica di un percorso che mira a migliorare costantemente la performance ambientale della comunità, spingendo verso un’economia sempre più circolare.

Una rivoluzione silenziosa in trentanove comuni

L’onda di cambiamento, in realtà, è già ben più ampia e coinvolge complessivamente trentanove comuni dell’Emilia Romagna, i quali si apprestano ad adottare lo stesso sistema entro il 2026. La tariffa puntuale, presentata come un approccio più moderno e legato ai comportamenti reali, sta quindi ridefinendo il panorama della fiscalità ambientale locale, spostando l’attenzione dall’equità solo presunta di un tributo forfettario a una responsabilizzazione diretta e misurabile. Si delinea, in sostanza, un quadro in cui il costo del servizio di igiene urbana sarà sempre più percepito come una spesa direttamente influenzabile dalle azioni quotidiane di ciascuno.

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