Mondiali 2026, il Brasile inciampa contro il Marocco: finisce in pareggio anche tra Svizzera e Qatar
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Redazione Esteri
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East Rutherford – Doveva essere la sfida più attesa del girone C, quella tra due delle nazionali tecnicamente più attrezzate in tabellone, eppure Brasile e Marocco hanno dato vita a una gara intensa e combattuta al MetLife Stadium, chiusa sull'1-1 dopo novanta minuti (più un recupero generoso di dieci minuti concesso dallo sloveno Slavko Vincic) ricchi di occasioni e continui capovolgimenti di fronte.
A lasciare le sensazioni migliori, a dirla tutta, è stato il Marocco nel corso della prima frazione: capace di partire con una aggressività quasi soffocante, ha messo subito in difficoltà la retroguardia della Seleçao.
La risposta brasiliana, invece, è affidata esclusivamente alla brillantezza individuale di Vinicius Junior; è proprio l’attaccante del Real Madrid – con un golazo al 32° minuto, dopo essere partito da posizione defilata – a rispondere al vantaggio firmato da Ismael Saibari (assistito da Brahim Diaz al 21°), evitando così un avvio ben più traumatico per il commissario tecnico Carlo Ancelotti.
Il giallo su Hakimi e le proteste della panchina verdeoro
La cronaca del pareggio, occorre dirlo, non può prescindere da un episodio arbitrale che ha acceso gli animi e che continua a far discutere negli spogliatoi. A farne le spese è stato Achraf Hakimi, terzino del Paris Saint-Germain, protagonista di un intervento quantomeno al limite del regolamento ai danni di Vinicius Jr. nel finale del primo tempo. Hakimi, arrivato in ritardo sulla sfera che l’avversario si era allungato, ha tenuto il piede pericolosamente alto, colpendo in pieno la caviglia del numero 10 brasiliano.
L'arbitro Vincic, nonostante la violenza del contatto, ha scelto di non estrarre alcun cartellino, limitandosi a concedere il fallo. Una decisione, questa, che ha scatenato la reazione immediata e furibonda dei giocatori in campo e dell'intera panchina guidata da Ancelotti, i quali hanno protestato con vigore chiedendo a gran voce l'espulsione del difensore marocchino.
Marocco da primi della classe e le ansie di Ancelotti
A prescindere dalla moviola, però, il campo ha raccontato di un Marocco solidissimo e ben orchestrato dal suo nuovo commissario tecnico, Mohamed Ouahbi; la squadra africana, forte di un'evoluzione tattica che la rende meno "antica" rispetto alla versione vista quattro anni fa e molto più moderna nella pressione, ha confermato di poter lottare per un posto tra le prime otto del torneo.
Dall'altra parte, l'esordio di Ancelotti sulla panchina della Seleçao ha mostrato i classici segnali dell'ansia da debutto: troppi errori in costruzione, un centrocampo (con Casemiro e Ibanez ammoniti e poi sostituiti all'intervallo) spesso dominato e una produzione offensiva affidata più alle giocate estemporanee che a un preciso disegno tattico.
"Troppa ansia", avrebbe commentato a fine gara il tecnico italiano, consapevole che la Coppa del Mondo non si vince certo alla prima partita ma che c'è tanto lavoro da fare per limare le fragilità difensive emerse.
La Svizzera stecca, il Qatar conquista un punto storico a Santa Clara
Spostandoci sull’asse della California, sempre per rimanere in tema di sorprese, l'altra partita del gruppo C (o per meglio dire del gruppo B, considerando la suddivisione dei gironi) ha regalato un'emozione storica per una delle contendenti meno attese. Al Levi's Stadium di Santa Clara, il Qatar ha ottenuto il suo primo punto nella storia della Coppa del Mondo, imponendo un insperato pareggio per 1-1 contro la favorita Svizzera.
La partita sembrava indirizzata verso una comoda vittoria elvetica dopo il rigore trasformato da Breel Embolo al 17° minuto (nonostante qualche dubbio per un possibile fuorigioco nella fase preparatoria dell’azione). La squadra di Murat Yakin, però, ha pagato a caro prezzo una profligatezza sotto porta a dir poco incredibile, sprecando diverse occasioni per chiudere il match.
Ne ha approfittato, allo scadere dei minuti di recupero, Boualem Khoukhi: il suo colpo di testa al 95° minuto ha gelato gli avversari e regalato la gioia più grande alla delegazione asiatica, trasformando una sconfitta che sembrava certa in un risultato prestigioso.




